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martedì 11 ottobre 2016

Weekly Advice # 19 (Narrativa Contemporanea)

È una rubrica ideata da me nella quale esprimo una serie di “consigli e sconsigli a tema”. Il tema è determinato dal giorno della settimana in cui viene pubblicata poiché ad ogni dì corrisponde un genere letterario diverso.

Buongiorno followers! Ieri avrei dovuto e voluto pubblicare la rubrica "What's on my Bedside Table?" ma la mia attuale lettura non mi sta facendo impazzire e non mi sono sentita affatto ispirata per parlarvene approfonditamente. Anzi, speravo di concluderla alla svelta e invece me la sto portando avanti da giorni, uff... In questo MARTEDÌ mattina, però, vi propongo dei consigli a tema sotto forma di mini-recensioni rispolverando la rubrica Weekly Advice. Il genere del giorno è NARRATIVA CONTEMPORANEA e i libri scelti sono due letture che risalgono a poco prima dell'estate: "On the Fence" di Kasie West [recensione di The Distance Between Us] e "Uno splendido errore" di Ali Novak [recenione di The Heartbreakers]


On the Fence di Kasie West [eng]

“On the Fence” è un libro carinissimo che è giunto proprio nel momento in cui ne avevo più bisogno. Anche a distanza di tempo dalla sua lettura e mentre scrivo questa recensione, sono ancora qui che sorrido come un ebete e penso:  «carino, carino, carino!». Un romanzo autoconclusivo che è riuscito a coinvolgermi tantissimo e a strapparmi più di un sorriso, più di una risata e sì, lo confesso, anche qualche lacrimuccia. Di questa autrice avevo già letto “Principe Azzurro per un giorno”, che mi era piaciuto, ma non mi aveva conquistata pienamente, perché all’inizio trovavo davvero irritante la protagonista. Con questo, invece, è stato amore a prima pagina! Lo stile dell’autrice continua a piacermi molto. Fresco, pulito e davvero scorrevole. Riesce ogni volta a stupirmi con storie, anche se leggere, sempre originali e dalla trama particolarmente intricata e a tratti imprevedibile. Ma ciò che più mi ha conquistata sono stati i personaggi. Ognuno, a modo suo, speciale e davvero irresistibile. Mi sono trovata fin da subito in sintonia con la protagonista, Charlie. Ok, non che abbiamo moltissime cose in comune, ma non per questo mi sono sentita meno vicina a lei. Charlotte, o Charlie, come tutti la chiamano, è cresciuta in una famiglia di soli uomini, con un padre, tre fratelloni maggiori e un vicino di casa, che è un po’ come se fosse un altro fratello aggiuntivo. È dunque una ragazzina di sedici anni che ha trascorso tutta sua la via circondata di maschi, praticando tutti gli sport possibili, e ridendo e scherzando come uno di loro. Diciamo che in tutto questo la sua femminilità non ha avuto granché modo di svilupparsi e, non avendo mai avuto affianco a sé una figura materna a cui far riferimento, non aveva mai prestato particolare attenzione alla cosa. Beh, questo almeno fino a quando non inizia a lavorare in una boutique di abbigliamento per pagare l’ennesima multa per eccesso di velocità. Mi è piaciuta molto l’evoluzione che compie Charlie come persona. Non tanto per la questione della femminilità, ma per tutto il resto, poiché quella è semplicemente stata solo la scintilla che ha dato il via a tutto. Troppo carino è il rapporto che ha con Brenden, il vicino/migliore amico/fratello ad honorem/forse-qualcosa-di-più. Molto divertente e dolce. Ma soprattutto ho amato i suoi familiari. Il forte legame che li lega l’uno a l’altro è qualcosa di davvero splendido.  

Uno splendido errore di Ali Novak
(My Life with the Walter Boys #1)

Ok, cosa posso dire di questo libro?! Prima di tutto che mi ha delusa. Lo misi in wishlist una vita fa perché attratta dalla trama, poi di questa autrice lessi “The Heartbreakers”, che mi piacque, e quindi nel tempo mi sono costruita una valanga di aspettative per “My Life with the Walter Boys”. La prima parte del libro l'ho trovata molto carina. Passata la metà, però, ho iniziato ad irritarmi. E anche parecchio, tanto che non sono più riuscita a chiudere un occhio neanche su quei piccoli difettucci che avevo notato fin dalle prime pagine (come alcuni atteggiamenti della protagonista. Che pure lei inizia bene e poi diventa un po’ svampita, nega l’evidenza e così facendo finisce per prende decisioni stupide e sbagliate nei confronti di altri). La trama generale della storia mi è piaciuta. L’idea di ritrovarsi di punto in bianco catapultata in una nuova casa e in una nuova famiglia, grande e rumorosa, mi ha intrigata parecchio. Io sono figlia unica, ma avrei sempre voluto avere tanti fratelli, soprattutto maschi, e adoro leggere di libri in cui questo c’è. Ho apprezzato la scelta dell’ambientazione, un ranch nel Colorado, purtroppo però essa viene tratteggiata solo nella prima parte, poiché nella seconda finisce nel dimenticatoio, dato che tutta l’attenzione è spostata su altro. Pessima scelta. Ho apprezzato molto la caratterizzazione di tutti i personaggi, o meglio, quella dei vari fratelli Walter, perché gli altri personaggi hanno lasciato un po’ a desiderare. Ognuno di loro ha una personalità molto forte, complessa e davvero intrigante. Ma soprattutto mi è piaciuto il forte legame che si percepisce tra loro in ogni pagina. E qui si ricollega il problema delle ultime 100 pagine, ovvero quando salta fuori dal cappello il maledetto triangolo! Come ormai sapete odio questo espediente narrativo. Ma se i contendenti sono addirittura due fratelli il mio cervello allora urla talmente forte da far tremare le pareti. Inoltre l’ho tollerato ancor meno perché fino a “quel” punto la protagonista aveva instaurato un bellissimo rapporto con i vari membri della famiglia (a parte alcuni), ma il fatto che l’autrice l’abbia praticamente messa al centro di una contesa amorosa ha contribuito ad incrinare un equilibrio già messo a dura prova. Tra i due fratelli c’erano già stati problemi per un’altra ragazza, ma questo triangolo ha dato il colpo di grazia e la bomba è esplosa, creando una frattura che secondo me mai ci dovrebbe essere tra fratelli. Nel finale in parte le cose si sistemano, ma è ovvio che la storia sia ancora lontana anni luce dalla sua conclusione e per questo, nonostante tutto, penso che leggerò pure il seguito, giusto per vedere come si concluderà e se l’autrice riuscirà a rimediare al disastro combinato tra queste pagine.

mercoledì 25 maggio 2016

Weekly Advice #18 (Urban fantasy)

È una rubrica ideata da me nella quale esprimo una serie di “consigli e sconsigli a tema”. Il tema è determinato dal giorno della settimana in cui viene pubblicata poiché ad ogni dì corrisponde un genere letterario diverso.


Salve ragazzi! Oggi ero un po' indecisa se pubblicare la rubrica Wonderful Quotes o Weekly Advice, ma alla fine ho optato per questa perché è già da un po' che non pubblico una recensione e volevo recuperare. Essendo MERCOLEDÌ, i due libri di cui vi parlerò oggi appartengono al genere URBAN FANTASY e sono "Where Silcence Gathers" di Kelsey Sutton [Qui recensioni di Some Quiet Place e The Lonely Ones] e "Opposition" il capitolo finale della serie Lux della Armentrout [Recensioni serie Lux 0,5 | 1 | 2 | 3 | 4


Where Silence Gathersdi Kelsey Sutton
(Some Quiet Place #2) [eng]
Si tratta del secondo e ultimo capitolo della serie iniziata con “Some Quiet Place”, ma, anche se nei due romanzi è presente lo stesso elemento fantastico, con le personificazioni delle Emozioni e degli Elementi, possiamo tranquillamente dire che siano due libri indipendenti l’uno dall’altro. Storie e personaggi principali sono infatti completamente diverse. Lo stile di questa autrice è bellissimo, riesce a rapirmi anche con una sola frase. La Sutton, poi, possiede la rarissima capacità di riuscire a plasmare con grande naturalezza un intero mondo fantastico all’interno di un reale, come quello in cui tutti noi viviamo. Il confine tra i due “universi” appare estremamente labile, impalpabile, portando così il lettore a chiedersi dove finisca la realtà e dove inizi la fantasia. Uno dei punti forti dell’intero romanzo è infatti la parte fantastica, delineata in maniera estremamente originale. Trovo l’idea di rendere le Emozioni come esseri reali, concreti e dalle fattezze umane, davvero geniale. Un po’ come per le personificazioni della mitologia greca. Essi vivono intorno a noi, comparendo ogni volta che li evochiamo, ma solo pochissimi hanno il privilegio, o la condanna, di vederli nella loro forma corporea e interagire con loro. Una di queste persone dotate della Vista è proprio Alex, la protagonista. Una ragazza di diciassette anni che vive con gli zii e che è tormentata dal ricordo della sua famiglia, scomparsa sei anni prima in un tragico incidente stradale. Padre, madre e fratellino di quattro anni, tutti morti in una sola notte a causa di automobilista ubriaco. Colui che in pochi istanti ha spezzato per sempre anche la vita di Alex, la quale da allora non fa che oscillare tra la disperazione, il tormento e un senso di profonda vuoto allo stomaco che da quella notte la fa sentire incompleta, vuota, sbagliata. Come se anche la sua vita avesse dovuto concludersi quella notte insieme a quelle dei suoi cari. Tutto ciò che la spinge ad andare avanti, giorno dopo giorno, è il desiderio di vendetta che da allora cova nel cuore. Vendetta, l’Emozione nella sua forma corporea, è da anni però anche il suo migliore amico. L’unica presenza costante e sicura nella sua vita fin da quando qualcosa nel suo cuore si è spezzato per sempre. Questo finché non compare anche Perdono, che un semplice sguardo riesce a farla vacillare. “Where Silence Gathers” narra di una storia cupa, cruda. Di crescita e di evoluzione. Un insegnamento sulle difficoltà della vita e sulle prove che essa ci mette di fronte. La morte è facile. È la vita ad essere difficile, con tutti i suoi dolori, rimpianti, perdite, paure ed incertezze. Ma è solo attraverso questo difficile percorso che possiamo anche raggiungere l’amore e la speranza. La speranza in un futuro migliore.


Opposition di Jennifer L. Armentrout
(Lux #5)
Gli ultimi due libri della serie mi avevano lasciata un po’ interdetta. Per certi versi mi erano piaciuti, mentre per altri no. Ho aspettato un po’ a leggere questo capitolo conclusivo, in parte proprio per questi motivi e in parte perché non avevo sentito molti pareri positivi a riguardo. Alla fine diciamo che anche questo non si è discostato molto dai due precedenti. Non l’ho trovato male, ma non è neanche riuscito a conquistarmi come avevano fatto i primi due capitoli della serie. Ciò che mi è piaciuto è stata soprattutto l’azione. Finalmente le cose qui si fanno più movimentate e su larga scala. La prospettiva si amplia e da semplice genere urban fantasy potremmo quasi dire che si passa ad un post-apocalittico. Il mondo così come lo conosciamo è infatti cambiato nel giro di pochissimi giorni. I Luxen sono arrivati in massa e le loro intenzioni non sono affatto buone. Ciò che più mi ha affascinata sono stati però gli Origin, il loro ruolo in tutto ciò (ho adorato Luc ed Archer) e tutti gli altri Luxen ed umani che hanno un legame come quello di Katy e Daemon. Però ho avuto come l’impressione che l’autrice non sia riuscita a sfruttare al massimo il potenziale di queste figure. Viene fatto molto riferimento a loro, si dice che ne esistono tanti, ma quelli comparsi effettivamente sulla scena sono pochi. Molto viene quindi lasciato in sospeso, mentre l’attenzione viene focalizzata soprattutto su Katy e Deamon. Il rapporto tra i due, come ho già detto anche nelle recensioni sugli altri libri, mi è piaciuto e adoro un tocco di romance nei libri e l’espressione dell’amore più profondo, ma ho trovato che in certi capitoli l’attenzione si focalizzi un po’ troppo su questo, perdendo di vista quindi l’idea generale della storia. Altra cosa che mi ha fatto veramente storcere il naso è stata la traduzione. Soprattutto nei primi capitoli, che lasciava parecchio a desiderare. Ho trovato alcuni refusi e alcune frasi che non tornavano proprio, ma soprattutto è stato cambiato il colore degli occhi di Katy! Da marroni sono diventati grigi! Sulle traduzioni dei libri precedenti non penso di aver mai avuto problemi, anzi, ma forse stavolta ci sono state poche revisioni o la fretta di terminarlo per mandarlo in stampa è stata troppa. Non saprei.

venerdì 22 aprile 2016

Weekly Advice #17 (Fantasy)

È una rubrica ideata da me nella quale esprimo una serie di “consigli e sconsigli a tema”. Il tema è determinato dal giorno della settimana in cui viene pubblicata poiché ad ogni dì corrisponde un genere letterario diverso.

Buondì, ragazzi! Oggi torno a proporvi la rubrica Weekly Advice, che non pubblicavo da un po'.. In occasione di questo VENERDÌ mattina vi lascio in compagnia di due mini-recensioni su due libri FANTASY che ho letto recentemente. Il primo è il racconto breve che segue il libro "Bellezza Crudele" di Rosamund Hodge [QUI recensione anche di Crimson Bound], mentre l'altro è un romanzo italiano autoconclusivo di genere steampunk, che potremmo anche definire come un retelling della fiaba della Bella addormentata nel bosco.


Gilded Ashes di Rosamund Hodge 
(Cruel Beauty Universe #2) [eng]

“Gilded Ashes” è un racconto breve ambientato nello stesso mondo in cui si svolge “Bellezza Crudele”: Arcadia, la terra governata dal Signore Gentile, popolata da demoni e sormontata da un cielo color pergamena. Gli eventi qui narrati però si svolgono prima di quelli avvenuti nel libro principale, o durante, poiché non è possibile risalire ad una cronologia ben precisa. Quello che è certo, però, è che, nonostante il libro sia identificato come un seguito dell’altro, sicuramente non si svolge dopo di esso. Il mondo è lo stesso, ma la storia e personaggi sono ben diversi, anche se il Signore Gentile non mancherà di fare la sua comparsa. Anche in questo caso la Hodge torna a proporci una rivisitazione di una fiaba classica, stavolta quella di Cenerentola, e a rielaborarla in una chiave più drammatica e cupa. L’ambientazione non viene trattata molto, anche per quanto riguarda la società si hanno solo brevi cenni. Una scelta dell’autrice o forse una dimenticanza? Probabilmente la prima. Ad ogni modo a ciò è possibile ovviare facilmente tenendo a mente le descrizioni presenti in Bellezza Crudele. L’attenzione viene quindi focalizzata sulla storia e sui personaggi, che a dispetto del centinaio di pagine da cui il racconto è composto, ho trovato ben curate e approfondite. In pochi capitoli è riuscita a delineare perfettamente il carattere dei vari personaggi, a evidenziare i loro pregi e difetti, a far luce sul loro passato, e a creare un percorso di crescita e maturazione in ognuno di loro. L’unica cosa che mi è dispiaciuta è che la storia si conclude troppo velocemente e anche se è stato un bel finale, lascia che sia la nostra immaginazione a intuire cosa succederà dopo grazie alle buone basi con cui ci lascia. Ciò che più mi sono piaciuti sono stati i personaggi e il senso del racconto. L’intera storia ruota intorno al significato dell’amore. Ciò che è, quello che le persone sono disposte a compiere in suo nome e ciò a cui sono disposte a rinunciare. Come esso a volte ci distrugga, mentre altre ci fortifica e ci dà la forza di andare avanti e affrontare la vita a testa alta, giorno dopo giorno.


Il sogno della Bella Addormentata di Luca Centi 

Attratta dalla splendida cover e dalla trama particolarmente intrigante mi sono lanciata su questo libro con le aspettative a mille. Purtroppo invece ne sono rimasta un po’ delusa, o meglio, alquanto interdetta. Si tratta di un romanzo autoconclusivo, scritto da un autore nostrano e giunto nelle nostre librerie alcuni anni fa. Lo stile dell’autore è molto pulito e anche piuttosto scorrevole. Sono riuscita a leggerlo tutto in pochissime ore. L’autore ha prestato particolare attenzione allo studio del contesto storico e ciò si riflette nelle descrizioni dell’ambientazione e della società, ponendo anche grande cura nel descrivere l’abbigliamento dell’epoca. In base a quanto riportato nella trama si suppone che l’opera sia ambientata nella Londra di fine ottocento, ma in realtà questo è un errore, e anche grossolano a mio avviso, perché all’interno del libro la data riportata è il 1837 (e c’è un po’ di differenza!!!) e gli eventi storici descritti fanno infatti fede a questo anno. L’inizio del racconto lascia supporre una direzione verso il genere Steampunk, dove il progresso della scienza, con tutte le sue invenzioni, strani marchingegni e ingranaggi di ogni tipo, la fanno da padrone. Ammetto di non essere molto ferrata su questo genere. Ho letto veramente poco su questo argomento, ma penso di poter dire che da un libro Steampunk mi aspettavo più “steampunk”. Non fraintendetemi, tutto ciò c’è, ed è anche intorno ad uno di questi meccanismi che ruota tutta la storia, ma ho trovato la presenza degli elementi che caratterizzano questo genere molto leggera, molto rarefatta, poco incisiva diciamo. I personaggi li ho trovati interessanti e caratterizzati in maniera buona. La protagonista, Talia, mi è piaciuta. Intelligente, uno spirito libero, amante della scienza e un’inventrice come suo padre, di cui ne segue le orme. Molto affezionata ai suoi domestici e al ricordo del padre, è per rendere onore alla sua memoria e adempiere alla promessa che gli aveva fatto in punto di morte che la ragazza ha dedicato tutta la sua vita alla ricerca di sette oggetti, i “Sette Peccati” inventati dal padre e che sono andati dispersi. Mi è piaciuto molto anche Nicholas, un giovane affascinante e particolarmente misterioso. Ciò che più mi ha lasciata insoddisfatta è stata però la storia stessa. In linea generale l’idea e l’intreccio li ho trovati buoni, ma un po’ acerbi. Manca qualcosa. Ci sono alcuni punti ciechi. Dei piccoli dettagli mancanti. Il finale molto triste e nostalgico l’ho trovato geniale per il suo significato, anche se mi ha sconvolta e lasciato in bocca un sapore dolce-amaro. Ok, parecchio amaro. 

martedì 8 marzo 2016

Weekly Advice # 16 (Narrativa Contemporanea)

È una rubrica ideata da me nella quale esprimo una serie di “consigli e sconsigli a tema”.  Il tema è determinato dal giorno della settimana in cui viene pubblicata poiché ad ogni dì corrisponde un genere letterario diverso. 

Salve ragazzi.. dopo mesi di pausa, torna la rubrica Weekly Advice. Come è consuetudine, il MARTEDÌ è il giorno dedicato ai libri di NARRATIVA CONTEMPORANEA, e infatti i due libri di cui vi parlerò oggi sono due recenti pubblicazioni, ed entrambe uscite nei primi mesi di questo 2016: "The Heartbreakers" di Ali Novak e "Al centro dell'universo" di Morgan Matson, che ho letto però nella sue edizione inglese. 


 The Heartbreakers di Ali Novak
(The Heartbreaker Chronicles #1)

Non avevo mai sentito parlare di questo libro fino a quando non me lo sono ritrovato tra le mani. Ho letto i primi capitoli in libreria e non ho resistito a comprarlo subito. Adesso so che in America ha fatto parlare molto di sé per essere stato un vero e proprio successo sulla piattaforma Wattpad e da lì, poi, il passo verso la pubblicazione è stato breve. Si tratta di un romanzo di narrativa contemporanea che si lascia leggere davvero velocemente. Un romanzo semplice, molto dolce (ma non stucchevole!) e divertente. Ad un primo impatto la storia potrebbe apparire superficiale, stupida e scontata, ma direi che è stata tutto il contrario. Essa mi ha riservato molte sorprese e prevedere cosa sarebbe successo poco dopo è stato quasi impossibile. La protagonista, Stella, è una grande appassionata di fotografia e anni prima, dopo aver scoperto la malattia della sorella, Cara, insieme al fratello hanno deciso di proseguire tutti e tre gli studi in casa. Tra fratelli, ma anche tre gemelli, con un legame molto stretto e un bellissimo rapporto d’amicizia. Adesso che si sta avvicinando il giorno del loro diciottesimo compleanno, Stella e Drew, il fratello, decidono di fare a Cara, come regalo, una bellissima sorpresa: autografi da parte del suo gruppo musicale preferito. La band ha infatti fissato, presso uno studio radiofonico fuori città, un incontro con i fan per firmare autografi e quale occasione migliore di questa? Peccato che le cose non vadano mai come uno le pianifica e ottenere quegli autografi diventerà molto più difficile del previsto. La mattina del suo arrivo in città, durante una sosta per un caffè, la nostra protagonista farò incontro davvero sorprendente: un ragazzo affascinante che un semplice sorriso riesce a catturarla completamente. Ma ancora più sorprendente sarà il fatto che solo poche ore più tardi, incontrerà nuovamente quello stesso ragazzo dietro ad un banco intento a.. firmare autografi! La storia nel complesso mi è piaciuta molto, ma ciò che me lo ha fatto amare sono stati i vari personaggi e rapporti che ci sono tra di loro e che si costruiscono man mano che la storia prosegue. Ho trovato bellissimi i rapporti d’amicizia presenti e quelli familiari. Tutti molto profondi e intensi. Altra cosa che mi ha colpito, e che non mi aspettavo, sono stati proprio i quattro membri della band, o meglio i ragazzi che stanno dietro la facciata da rockstar. Ho trovato bellissima la loro caratterizzane e mi sono piaciuti molto anche loro come persone. Per me l’autrice è riuscita perfettamente nell’intento di renderli “veri”.


Al centrodell’universo di Morgan Matson

“Al centro dell’universo” è il secondo romanzo della Matson che leggo. Entrambi i libri sono autoconclusivi e appartenenti al genere della narrativa contemporanea. Lo stile dell’autrice mi piace molto. Semplice, scorrevole e anche molto delicato. In questo caso, la storia narrata in “Since You’ve Bene Gone” (titolo che trovo molto più appropriato rispetto a quello scelto per l’edizione italiana) ci ha messo un bel po’ più dell’altra ad appassionarmi. Ho fatto un po’ di fatica a leggere le prime cento pagine circa del romanzo. Non perché siano state poco scorrevoli, difficili (avendolo letto in lingua) o altro, ma semplicemente perché non riuscivo ad entrare pienamente in sintonia con la protagonista, Emily. La storia inizia poche settimane dopo l’inizio delle vacanze estive e la “scomparsa”, senza lasciare alcuna traccia, della migliore amica della ragazza, Sloane. Nonostante i numerosi tentativi di mettersi in contatto con lei, Emily non si dà pace e continua senza sosta a provare a rintracciare l’amica: telefonate, email non ricevono mai risposta. Casa sua risulta deserta e abbandonata da giorni. Nei luoghi che erano solite frequentare non si ha traccia della ragazza. Sembra letteralmente scomparsa nel nulla, fino al giorno in cui, tra la posta in arrivo, Emily trova una lettera indirizzata a lei da Sloane. Una lettera con una lista di cose da fare durante l’estate. Una delle solite liste che l’amica era solita scriverle quando Emily era in procinto di partire per un viaggio o recarsi in una nuova città per alcuni giorni. Emily si convince quindi che completare la lista sia l’unico modo per ritrovare Sloane e da questo momento in poi questo sarà il suo obiettivo. Fin dall’inizio posso dire di aver trovato Sloane, che abbiamo modo di conoscere attraverso i ricordi di Emily, antipatica. Antipatica per i miei gusti, intendiamoci. Se fosse una persona reale diciamo che i nostri due caratteri non andrebbero granché d’accordo. Altra cosa che non mi è piaciuta è come Emily si comportava quando era con Sloane. Non faceva che rimanere all’ombra dell’altra e di conseguenza la sua vera personalità non emergeva mai, ma si adeguava semplicemente a quella dell’altra ragazza. Ho trovato la cosa un tantino irritante, ma pagina dopo pagina, grazie anche alla lista, questo cambia. Emily inizia finalmente ad uscire dal guscio e pensare con la sua testa. Inizia a mostrare carattere e a crescere e questo, devo riconoscerlo, grazie anche a quella lista e ai compiti in essa contenuti. Con il passare delle pagine mi sono quindi affezionata ad Emily e sono arrivata a fare il tifo per lei. Mi è piaciuta la persona che è diventata, e mi sono piaciuti anche tutti gli altri personaggi con cui entra in contatto. Molto bello il rapporto che ha con la sua famiglia e nuovi rapporti di amicizia che instaura con gli altri ragazzi. Anche la parte romance mi è piaciuta. Tutto si evolve in maniera molto naturale e partendo da una semplice e bellissima amicizia. Sono arrivata anche ad apprezzare Sloane stessa per come appare nella parte finale del libro. La vera Sloane, quella che non si nasconde più dietro una facciata tutta sorrisi e superficialità, ma quella che mostra anche le sue paure e debolezze. Il finale mi è piaciuto molto anche se l’ho trovato decisamente troppo affrettato. Avrei preferito alcune pagine in più.  

sabato 21 novembre 2015

Weekly Advice #15 (Romance)

È una rubrica ideata da me nella quale esprimo una serie di “consigli e sconsigli a tema”.  Il tema è determinato dal giorno della settimana in cui viene pubblicata poiché ad ogni dì corrisponde un genere letterario diverso. 

Niente da fare.. ormai riesco a scrivere post solo verso la fine della settimana. Finché non finirò tutta quella marea di corsi che seguo, i post non avranno una cadenza molto regolare :( Comunque, negli ultimi giorni ho letto ben due ROMANCE e invece di fare ben due recensioni ho pensato di rispolverare la rubrica Weekly Advice e parlarvene direttamente qui, in questo appuntamento del SABATO. Il primo è il libro della Premoli di cui vi ho parlato nell'ultimo post di What's on my Bedside table? (qui recensioni di Ti prego lasciati odiare, Tutti i difetti che amo di te, e Finché amore non ci separi), mentre l'altro è di Amabile Giusti.


Un giorno perfetto per innamorarsidi Anna Premoli

Ormai la Premoli, per me, è diventata una vera garanzia. Non c’è che dire, adoro le storie che crea.  Divertenti, frizzanti e capaci di far sognare ad occhi aperti. Ognuno dei suoi libri riesce a far passere in allegria alcune ore del mio tempo e risollevarmi l’animo anche nei momenti più cupi. Quello che più mi piace, però, è la grande ironia con cui ognuno di essi è condito. Di questa scrittrice italiana ho letto quasi tutte le opere e questa è senza dubbio la mia preferita! La protagonista, Kayla, è una giovane donna brillante, intraprendente e di grande spirito. Lavora come giornalista per una rivista di New York e ama la sua vita e la sua routine nella Grande Mela. La sua quotidianità subirà, però, una brusca virata quando il suo capo la manderà sotto copertura ad indagare su una questione particolarmente spinosa in Arkansas! Lì, ad attenderla, ci saranno la sua cara zietta ultraottantenne, grintosa come una ragazzina e parecchio stravagante, e mooolte sorprese che le faranno mettere in discussione alcune delle sue più ferree convinzioni. Una grande differenza che ho notato e apprezzato, perché portatrice di una ventata di novità, è il fatto che la Premoli qui si sia in parte distaccata dall’ambito del mondo finanziario in cui era solita ambientare le sue storie. Non fraintendetemi, ognuna di esse, anche se legate da questo filo conduttore, che in realtà altro non è che uno dei suoi marchi di fabbrica, ha una sua originalità. Qui, un richiamo a questo mondo c’è ma la cosa carina è che vi sia, in un certo senso, il retro della medaglia. All’interno del libro vi è il passaggio da quel mondo e dalla città ad una vita più semplice, una vita di campagna potremo dire. Ho amato ogni singolo personaggio, la loro caratterizzazione è impeccabile e nessuno viene lasciato in disparte. Inoltre ho trovato davvero piacevole come tutto il paese, con i suoi abitanti e le sue dinamiche politiche, sociali ed economiche, sia esso stesso un protagonista del libro. Non viene narrata solo la storia di Kayla (con la sua passione sfrenata per le scarpe e il blu elettrico), ma anche lo sfondo ha una sua importanza e identità.


Trent’anni... e li dimostro di Amabile Giusti

“Trent’anni... e li dimostro” è un romanzo rosa autoconclusivo, uscito per la case editrice Mondadori. Dopo “Odyssea. Oltre il varco incantato” questo è il secondo libro che leggo scritto da Amabile Giusti. Nonostante si tratti di due generi letterari molto diversi tra loro e indirizzati anche ad un pubblico differente, lo stile semplice e molto scorrevole dell’autrice rimane. A dispetto dei miei mille impegni, sono infatti riuscita a portare a termine questa lettura in pochissime ore senza neanche rendermene conto. La storia qui narrata tratta delle disastrose avventure quotidiane che costellano l’esistenza di Carlotta, la simpaticissima protagonista. Una donna di ventinove anni, sulla quale incombe la temibile ombra dei trenta, che si affaccenda in tutti i modi per trovare uno straccio di lavoro e non dover più chiedere soldi ai genitori per pagare le bollette. Possiede tanto ingegno e ironia in abbondanza, cedendo a volte alla sua vena più sarcastica quando messa alle strette. La monotonia non fa proprio parte della sua vita poiché non mancano i personaggi più strani a movimentarle la giornata. Tra strani colleghi, provetti artisti, amiche squinternate, sorelle perfettine supergelose, madri chiassose e una buona dose di sfortuna nel finire nelle situazioni più assurde, di certo non si poteva far mancare la cotta del secolo ovviamente non corrisposta e il tutto condito dalla sua buona dose di equivoci e incomprensioni. Ho trovato la storia carina e divertente. Le situazione comiche non sono certo mancate, anche se più volte sarei voluta sprofondare per la vergogna al posto della protagonista, sperando con tutte le mie forze che nella vita vira mai succedano cose di questo tipo perché sarebbe un dramma (e davvero poco per cui ridere). Mi è piaciuto molto il legame di grande amicizia e complicità che c’è tra Carlotta e Luca, e come esso cambi piano piano, anche se non esattamente nel modo che uno si aspetterebbe. Loro due sono i personaggi principali e anche quelli meglio caratterizzati e approfonditi. Ciò che non mi ha permesso di dare una valutazione maggiore è che, arrivati al finale, molte cose rimangono in sospeso. O meglio, la storia principale ha la sua conclusione (anche se un po’ affrettata), ma è il contorno che per me è stato poco curato. Quello che riguarda i personaggi secondari rimane in ombra o senza una soluzione. Sicuramente alcune pagine in più dedicate a questo aspetto non avrebbero guastato. 

venerdì 23 ottobre 2015

Weekly Advice # 14 (Fantasy)

È una rubrica ideata da me nella quale esprimo una serie di “consigli e sconsigli a tema”.  Il tema è determinato dal giorno della settimana in cui viene pubblicata poiché ad ogni dì corrisponde un genere letterario diverso. 

Buon pomeriggio a tutti! Anche stamani sono stata alla laurea di una amica. Sono davvero felice per lei, ha fatto un po' di corse ma alla fine è riuscita a finire tutto per tempo ed è andato tutto benissimo! =D
Comunque, oggi ritorno con la rubrica Weekly Advice, ed essendo VENERDÌ, il genere di cui vi parlo è il FANTASY. I libri in questione sono entrambi seguiti di serie: il primo è una novella, "Albion. Diario di un'assassina", di Bianca Marconero (qui recensione di "Albion", mentre qui anteprima del secondo della serie, "Albion. Ombre"), mentre l'altro è il seguito dell'ancora inedito in Italia "The Kiss of Deception" di Mary E. Pearson (qui recensione).


Albion. Diario di un’assassina di Bianca Marconero 
(Albion #1.5)

 “Diario di un’assassina” è una novella, di circa 100 pagine, che si colloca tra la lettura di “Albion”, primo della serie, e “Albion. Ombre”, il secondo, in uscita proprio questo mese. Sconsiglio fortemente di leggere questa short story (e questa recensione!) a chiunque non abbia letto l’altro perché altrimenti rischiate di finire nel bel mezzo di pesanti spoiler. La voce narrate è infatti quella di Samira, un personaggio molto particolare che, nei capitoli finali di Albion, ci ha riservato grandi e sconvolgenti sorprese. Già allora ero rimasta particolarmente affascinata e intrigata da questa piccola ragazza con lo sguardo attento e dai modi bruschi. Una ragazzina dai lunghi capelli neri come la notte e dagli occhi profondi che nascondono mille segreti. Beh, questa novella è proprio quello che ci voleva per portare in superficie tutti questi misteri e permetterci di comprendere fino in fondo questo personaggio. Gli eventi in essa narrati coprono un arco temporale piuttosto ampio, che vanno dalla prima infanzia della ragazza fino agli eventi che si sono svolti a Montecassino. Diciamo che essa si suddivide in un “prima” e un “dopo” il suo ingresso all’Albion College, toccando i punti più salienti della sua vita, tutti molto importanti per comprendere che tipo di persona è. Ho amato moltissimo tutte le informazioni che ci vengono fornite sui retroscena delle varie organizzazioni segrete esistenti, associazioni diverse da quella dei Templari e dei Cavalieri della Tavola Rotonda che avevamo già avuto modo di conoscere. Ma quello che ho apprezzato maggiormente è stato il modo in cui Bianca ha tratteggiato il carattere, la personalità e il vero io che sta dietro alla facciata accuratamente costruita di Darlin Blackpool. Il modo in cui, con il passare dei giorni trascorsi insieme ai ragazzi dell’Albion, la sua ferrea percezione del mondo e il suo distacco verso gli altri e i propri sentimenti cambi. Lentamente, e senza il minimo preavviso, nella sua corazza iniziano a formarsi delle minuscole fessure che con il tempo si ingrandiranno sempre più fino a mandarla in frantumi e lasciarla completamente esposta e priva di difese davanti alla furia e al dolore che proveranno Deacon, Marco, Helena, Lance e soprattutto Erek, quando scopriranno il suo tradimento.


The Heart of Betrayal di Mary E. Pearson
(The Remnant Chronicles #2) [eng]

Dire che sono rimasta delusa da questa lettura è riduttivo. Ho davvero amato il primo della serie “The Kiss of Deception” (recensione qui), intrigante, sconvolgente e molto promettente, e per questo le mie aspettative verso il seguito erano elevatissime. Il libro riprende esattamente nel punto in cui terminava l’altro. Dopo essere stata rapita, Lia giunge nel cuore di Venda, dove anche Rafe arriva e si fa catturare con lo scopo di liberare la ragazza. La prima parte del romanzo l’ho trovata buona. Si scoprono altri particolari sul passato di questi grandi regni e le descrizioni dei resti dell’antica civiltà, come al solito, mi hanno incantata. Lia entra in contatto con il vero popolo di Venda e si accorge che non tutti sono bruti e barbari come le popolazioni più civilizzate al di là del fiume li hanno sempre definiti. Si scopre qualcosa di più sul passato di Kaden e si accennano altri particolari su questo fantomatico “Dono della First Daughter”, ma poi tutto muore lì. Non c’è più nessuna evoluzione. Ho avuto come l’impressione che tutto si cristallizzi in un unico grande momento. Sia per quanto riguarda la storia in sé, che per i personaggi, i quali non cambiano di una virgola rispetto al libro precedente. Non c’è un’evoluzione in loro, ma staticità (Rafe e Kaden) o addirittura regressione (Lia). Adesso tutto ruota intorno ai tradimenti, e credetemi, mai titolo è stato più azzeccato. Poteva anche essere un buon espediente, ma io, in essi, ho visto solo molto egoismo. Il triangolo poi è la cosa che mi ha innervosito più di tutto. Nel primo libro mi era piaciuto molto, perché era solo accennato e basato su un grande inganno. Questo mi ha fatto pensare che nel futuro le cose sarebbero cambiate e molti ruoli invertiti. E invece? No, non si è spostato neanche di un millimetro, ma oltre a questo non riesco proprio a capire “il perché di tutto questo grande amore”. Entrambi i ragazzi amano la protagonista, (cosa che non ha alcun senso per me) e lei professa di amare uno dei due (sorvoliamo sul fatto che non sia quello per cui tifavo e che aveva maggior senso), ma in realtà in lei non ho visto la benché minima scintilla di un vero sentimento. Per me non ama proprio nessuno. In lei ho colto vere emozioni solo quando pensa alla sua famiglia, ai suoi fratelli in particolare, ad alcune sue care amiche, o a dei bambini che ha conosciuto nella fortezza di Venda. Nonostante ciò però leggerò anche l’ultimo capitolo, nella speranza di un miglioramento e di una conclusione di serie adeguata. 

lunedì 28 settembre 2015

Weekly Advice # 13 (Distopico)

È una rubrica ideata da me nella quale esprimo una serie di “consigli e sconsigli a tema”.  Il tema è determinato dal giorno della settimana in cui viene pubblicata poiché ad ogni dì corrisponde un genere letterario diverso. 

Sera, followers! In questi ultimi giorni ho avuto un sacco di cose da fare e pochissimo tempo disponibile da passare davanti al pc. Ieri si è anche tenuto il palio di tiro con l'arco storico nella mia città e mi sono divertita moltissimo. è solo il secondo anno che viene organizzata questa manifestazione e a partecipare eravamo solo in quindici, però alla fine è venuta fuori una cosina davvero carina. La scenografia è venuta benissimo e oltre al gruppo di arcieri, hanno partecipato anche diversi figuranti in abiti medievali, tamburini e sbandieratori. Nella gara a squadre purtroppo  quella in cui ero non ha avuto la meglio, ma in compenso ho vinto il primo posto in quella individuale. Non mi sembra ancora vero! Se vi va, appena qualcuno mi passa le foto ve le mostro :)
Comunque, oggi torno con la rubrica Weekly Advice ed essendo LUNEDÌ i libri di cui vi propongo le recensioni appartengono al genere DISTOPICO


The 100di Morgan Kass
(The Hundred # 1) [eng]

Ho sentito parlare di questo libro da tantissimo tempo e qualche mese fa ho deciso di richiederlo su Netgalley, che me ne ha accordato una copia. “The 100” è il primo capitolo di una trilogia distopica da noi ancora inedita, ma conclusa da poco in patria. Dai libri della Kass però è stata tratta una serie tv giunta anche da noi e che ha riscosso un discreto successo. Da quanto ho capito, le due serie, nonostante abbiano una base comune, si sviluppano su due filoni diversi ed entrambe le storie seguono un andamento proprio. Non ho ancora guardato il telefilm, perché, su consiglio di molti, ho deciso di iniziare prima dal libro. A causa di una catastrofe nucleare che ha coinvolto tutto il pianeta, la vita sulla Terra, così come la conosciamo noi, si è conclusa ormai da tempo. Solo alcuni eletti sono riusciti a salvarsi e a fuggire nello spazio a bordo di astronavi. Dal momento della fuga sono ormai passati secoli e la vita sulle navicelle è proseguita, ma le persone continuano a guardare verso l’antico pianeta con una certa reverenza o con profondo distacco ritenendolo o un luogo idilliaco ricco di passato o come un qualcosa di così lontano da essere solo un ricordo. Tutto cambierà il giorno in cui i governati in carica decideranno di far partire una segretissima spedizione esplorativa sulla Terra per verificare lo stato dell’aria e dell’ambiente, al fine si capire se le radiazioni siano scomparse e se il pianeta sia nuovamente abitabile. La spedizione è rischiosa e potrebbe rivelarsi mortale perciò vengono selezionati 100 criminali del braccio della morte. Tutti ragazzi. Tra questi troviamo in nostri protagonisti e la storia viene raccontata da ben quattro PoV diversi, mentre l’ambientazione e la scena si divide tra la Terra e l’astronave da dove provengono. L’ambientazione e lo sviluppo della trama, con i vari salti nel passato per spiegare il perché questi ragazzi si trovino lì, mi è piaciuta molto. Ho apprezzato particolarmente anche i vari personaggi e la loro caratterizzazione, molto curata e che emerge lentamente capitolo dopo capitolo. Nonostante siano molto diversi tra loro, per provenienza, per storia e per carattere, essi sono accomunati da una grande tenacia. Sono fortemente determinati nel tenere al sicuro le persone che amano e per proteggerle sarebbero disposti a fare qualsiasi cosa.  Nonostante le buone intenzioni, molto spesso, ciò finirà col causare parecchi problemi e un’infinità di incomprensioni, soprattutto nella seconda metà del libro, e più di una volta questo mi ha davvero dato sui nervi. Ad ogni modo, in questo primo capitolo introduttivo possiamo conoscere i vari personaggi e il passato. Le basi per una storia molto intrigante e complessa sono gettate e il finale, con un cliffhanger bello grosso, lascia presagire un seguito sconvolgente e ricco di grandi avvenimenti, che non vedo l’ora di leggere.


Multiversum di Leonardo Patrignani
(Multiversum # 1)

“Multiversum” è il primo capitolo di una trilogia, conclusa l’anno scorso, dell’italiano Leonardo Patrignani. La prima cosa ad avermi attratta di questo libro è stata la cover. Semplicemente meravigliosa. Bella, ma anche perfettamente adatta al contenuto del libro. Non è per niente semplice o scontato leggere opere con copertine che riflettano molto bene ciò che è racchiuso tra le loro pagine. E per me questa è qualcosa degna di nota e da tenere in considerazione. Ma veniamo al racconto in sé. La narrazione è alternata principalmente tra i PoV dei due protagonisti, Alex e Jenny, due adolescenti che vivono agli antipodi del mondo. Lui a Milano, Italia, e lei a Melbourn, Australia. Sono presenti però anche piccole scene narrate attraverso gli occhi di alcuni dei personaggi secondari, come il migliore amico di Alex, Marco, un cervellone informatico con un passato (e un presente) difficile, ma con una forza di volontà e presenza di spirito davvero ammirevoli. La storia parte lentamente per poi velocizzarsi nella seconda metà. I primi capitoli ci offrono informazioni e dettagli sulla vita quotidiana dei due ragazzi e sulle stranezze che, da alcuni anni a questa parte, caratterizzano le loro vite. Stranezze, che cercano di tenere nascosti ai loro amici e genitori, come quella di sentire delle voci nella propria testa e percepire, da qualche parte, una presenza costante e familiare che li accompagna. Stranezze che giorno dopo giorno non fanno che aumentare e intensificarsi fino a raggiungere livelli ritenuti impossibili. Lo stile è semplice e piuttosto scorrevole e Patrignani fa molta attenzione all’ambientazione, arricchendo le descrizioni con informazioni specifiche su luoghi reali, come nomi di strade, fermate della metro, edifici ecc.. Una cosa molto carina che ho apprezzato e che permette di collocare la storia in uno spazio fisico reale anche se reale non è. Non mi è piaciuto per niente, invece, il risvolto ramance, che, per i miei gusti, ho trovato dai tratti un po’ troppo sdolcinati. Ad ogni modo, la storia ha del potenziale e ho trovato l’idea dei mondi paralleli, così sviluppata, particolarmente affascinante, però non so, manca qualcosa. Probabilmente quella scintilla che fa sì che mi innamori di un libro e rimanga intrappolata tra le sue pagine anche dopo averlo concluso. In ogni caso sono comunque curiosa di scoprire come si evolveranno gli eventi e per questo leggerò sicuramente il seguito.

mercoledì 2 settembre 2015

Weekly Advice # 12 (Urban fantasy)

È una rubrica ideata da me nella quale esprimo una serie di “consigli e sconsigli a tema”.  Il tema è determinato dal giorno della settimana in cui viene pubblicata poiché ad ogni dì corrisponde un genere letterario diverso. 

Buongiorno followers! Oggi torno con la rubrica Weekly Advice, in questi mesi ho letto parecchi libri e ho accumulato diverse mini recensioni per questa rubrica, perciò tornerete a vederla un po' più spesso :) Oggi, essendo MERCOLEDÌ, il genere di cui vi parlerò è lo URBAN FANTASY e i libri in questione sono entrambi seguiti di serie molto note e di cui vi ho già parlato qui sul blog.


Origindi Jennifer L. Armentrout
(Lux # 4)

Mi sento molto combattuta sul voto da assegnare a questo quarto capitolo della serie Lux. (Qui recensioni di ShadowsObsidianOnyx Opal). Per gran parte della lettura mi è piaciuto, ma i capitoli finali mi hanno lasciata parecchio interdetta e questo mi ha portato a far scendere il rating dalle 4 alle 3 stelle. Diciamo che siamo intorno alle 3 stelle e 75, va. Ma andiamo per gradi. Mi è piaciuta molto la prima metà del libro, con tutte le sue rivelazioni sulla realtà dei Luxen, su Dedalo, la divisione governativa che si occupa del loro studio (alias segregazione-sperimentazione forzata su esseri viventi di origine non terrestre), con la sua drammaticità e senso di impotenza che trasmette, unito però alla grande resistenza e forza di volontà che dimostrano Katy e Daemon nelle avversità che si trovano costretti a fronteggiare. Ho adorato le nuove aggiunte alla rosa dei personaggi. Archer soprattutto. Sono rimasta fin da subito particolarmente affascinata e intrigata da lui. La sua silenziosa presenza, ferma, pressante, ma gentile. La sua attenzione e il senso di sicurezza che, nonostante tutto, mi sembrava trasmettere. E poi, dopo la scoperta su chi sia in realtà, non ho potuto che rimanerne ancora più incantata e incuriosita da lui. Altri che hanno suscitato il mio interesse e fatta ridere sono state alcune vecchie conoscenze come Paris e Luc (adoro proprio quel ragazzino impertinente!). Ho trovato davvero interessante tutto ciò che riguarda gli Origin, di cui non parlerò per evitare spoiler. Creature affascinanti, ma inquietanti e molto triste è il modo in cui da sempre sono trattati dal governo. Mi si è stretto il cuore per loro. Ho amato il fatto che la Armentrout abbia deciso di introdurre qui anche il PoV di Daemon, alternandolo a quello di Katy, e continua a piacermi il loro rapporto e le infinite frecciatine che si lanciano per punzecchiarsi a vicenda. Quello che però non mi ha convinta e lasciata perplessa è stata però la parte finale del libro, dalla fuga in poi. Da questo momento le cose iniziano ad essere ancora più critiche e, oltre a sfuggire letteralmente di mano ai nostri ragazzi, assumono anche sfumature particolari: che tendono in alcuni casi all’esagerato, in altri ad un “troppo zuccheroso per i miei gusti” e forse sì, in altri ancora anche all’assurdo. Alcune delle scelte prese non le ho condivise affatto, ma ehi, questa è un’altra storia. Quando mai siamo sempre d’accordo con quello che fanno i protagonisti dei nostri libri?! Nonostante tutto questo la serie continua a piacermi e sicuramente a breve leggerò anche Opposition, il libro conclusivo.


La diciottesima luna di Kami Garcia e Margaret Stohl
(Caster Chronicles # 3)

Fedele al mio proposito di portare a termine questa serie, nelle scorse settimane ho letto anche “La diciottesima luna”, terzo libro della serie Caster Chronicles (qui e qui recensioni del primo e del secondo). Come i libri precedenti, anche questo si è distinto per la sua estrema lentezza nella narrazione. La mancanza di fluidità, o comunque la sua poca scorrevolezza, rappresenta per me il tallone d’Achille di questa serie. All’inizio sono stata parecchio incerta se scrivere o meno questa recensione, perché purtroppo il mio pensiero e le mie impressioni non sono molto diverse da quelle avute dopo aver letto “La sedicesima e La diciassettesima luna”. Mi sento davvero ripetitiva a scriverle nuovamente e la cosa non mi piace. Probabilmente la recensione del prossimo neanche la scriverò, mah. Ad ogni modo, la storia in sé è carina, ma manca quel qualcosa che gli dia quella marcia in più per far sì che sia indimenticabile. Nonostante l’azione non sia stata alla base neanche dei libri precedenti, in questo essa scarseggia veramente. Ho trovato questo terzo capitolo piuttosto “piatto”. Succedono molte cose e vengono svelate diverse verità, però il tutto è affrontato in una maniera tale da essermi scivolato sulla pelle senza lasciare grandi tracce. Tutto adesso è incentrato sulle conseguenze. Sulle ripercussioni che hanno avuto le azioni del passato sul presente e che avranno o potranno avere sul futuro. Regna l’incertezza e l’ineluttabilità di una Fato più grande dell’uomo e che avanza nonostante i tentativi di modificarlo. Il Caos adesso è sovrano e per questo trovo azzeccatissimo il titolo originale. Un caos che si rifletterà anche sui vari personaggi: Ethan con i frammenti della sua memoria che gli sfuggono tra le dita e i suoi tentativi di comprendere ciò che è e ciò che sarà; Amma, fuori di testa per il dolore e la disperazione, che prenderà scelte che la allontaneranno sempre più dalla giusta strada; Link alle prese con tutti i cambiamenti che stanno avvenendo in lui; Lena continua a non servire a niente come al solito; mentre conosceremo meglio altri personaggi come John (che adoro) e i cattivi della situazione, oltre che il loro passato. Il libro si conclude con un cliffhanger e per scoprire cosa succede a dovrò per forza prendere in mano anche l’ultimo libro. 

martedì 14 luglio 2015

Weekly Advice # 11 (Narrativa contemporanea)

È una rubrica ideata da me nella quale esprimo una serie di “consigli e sconsigli a tema”. Il tema è determinato dal giorno della settimana in cui viene pubblicata poiché ad ogni dì corrisponde un genere letterario diverso.

Buon pomeriggio, ragazzi =) Stamani sono andata in biblioteca (e per fortuna!), così sono riuscita a studiare un po' senza distrazioni. Domani dovrò tornarci, non c'è niente da fare..
Ad ogni modo, per oggi vi propongo una puntata di Weekly Advice che, essendo MARTEDÌ sarà dedicata a due libri di NARRATIVA CONTEMPORANEA. Il primo l'ho ricevuto da NetGalley alcuni mesi fa ed è autoconclusivo, mentre l'altro è il secondo e ultimo libri di una serie.


Perfect Timing di Robin Mellom [eng]

Ho scoperto questo libro grazie ad una dritta di Frannie, che ringrazio ancora di avermelo fatto scoprire, perché senza il suo consiglio non credo lo avrei mai preso in considerazione. Dopo averlo richiesto su NetGalley non è passato molto tempo prima che la curiosità avesse la meglio e nel giro di una paio di giorni l’ho iniziato e finito. “Perfect Timing” è un libro autoconclusivo uscito dalla penna di una autrice americana da noi poco conosciuta. Si tratta di una storia fresca e divertente perfetta per passare qualche ora in modo spensierato, viaggiando con la mente per le strade di Los Angeles in compagnia della protagonista, Tori. Una ragazza semplice e ironica, oltre che un asso nell’interpretare i rapporti di coppia. Grazie al blog che tiene sua madre per dare consigli di cuore alle donne sfortunate in amore e che attraversano brutte rotture, Tori si appassiona all’argomento, legge tutti i libri di psicologia presenti in casa e tutte le ragazze di scuola vanno da lei per chiedere consigli. Un giorno però qualcosa va storto e la sua incredibile capacità si rivela incapace di prevedere l’imprevedibile. Ovvero la volontà del suo ragazzo di rompere con lei. Nel tentativo di riprendersi e occupare le infinite e tristi ore libere che le si presentano davanti, Tori si cerca un lavoro e quello che troverà si dimostrerà essere l’inizio di una grande avventura, che la porterà a scoprire nuove cose sulla meravigliosa città che è Los Angeles, sulle dinamiche di amicizia e amore che si instaurano tra le persone e in particolare su se stessa. Una storia molto carina, che tra situazioni comiche, alcune imbarazzanti e altre molto dolci, è riuscita a strapparmi più di un sorriso.

P.S. I Still Love You di Jenny Han [eng]
(To All the Boys I've Loved Before # 2)

La scorsa estate ho letto e amato “To All the Boys I’ve Loved Before” (qui recensione), primo libro di questa serie YA e contemporary romance. Una storia molto carina, divertente e anche dolce, ricca di equivoci, momenti esilaranti, che narra dei primi passi di una ragazza verso la propria indipendenza. Il libro si era concluso con un cliffhanger bello grosso e per mesi non ho fatto altro che aspettare in trepidante attesa l’uscita del suo seguito, “P.S. I Still Love You”. Letto la scorsa settimana, l’ho trovato carino, ma niente di paragonabile al primo. Sinceramente avrei preferito che l’autrice avesse aggiungo qualche capitolo in più all’altro, dandogli una conclusione più accurata, invece di aver scritto un altro libro e allungato la storia con ulteriori peripezie. Adesso gli equivoci e i malintesi sono altri (e molto meno divertenti rispetto al primo), vengono inseriti nuovi personaggi e persi di vista altri (come Josh, il quale è praticamente scomparso dalla scena). Non mi è andato molto giù la specie di triangolo amoroso che si crea (o meglio, quadrilatero, se vogliamo essere precisi e aggiungere anche un altro personaggio, che per me altro non è che una vera spina nel fianco). A non essermi piaciuto non è stata tanto la sua presenza, ma la sua “struttura”, il suo andamento e conclusione. Per quanto riguarda alcuni dei personaggi: Kitty, la sorellina piccola di Lara Jean, acquista adesso maggiore importanza (ho adorato quella ragazzina). Peter, il mio personaggio preferito dell’intera serie, viene qui posto in una luce un po’ strana. A volte spicca, con il suo carattere, la sua personalità e le sue azioni e sentimenti, altre viene lasciato in ombra e allontanato dalla scena. Il personaggio principale adesso è essenzialmente Lara Jean, con le sue insicurezze, cambiamenti, impegni lavorativi, affetti familiari e sentimenti. Il finale. Io l’ho trovato bellissimo (praticamente ho sottolineato quasi tutte le frasi) ma, una cosa che odio, e che purtroppo sembra essere un vizio di questa autrice, è che tutta questa bellezza e perfezione duri solo un battito di ciglia. Il risultato è quindi un finale affrettato, che lascia alcune domande in sospeso e molto spazio alla fantasia del lettore, cosa che può essere un bene o un male a seconda dei gusti di chi legge. 

venerdì 5 giugno 2015

Weekly Advice # 10 (Fantasy)

È una rubrica ideata da me nella quale esprimo una serie di “consigli e sconsigli a tema”. Il tema è determinato dal giorno della settimana in cui viene pubblicata poiché ad ogni dì corrisponde un genere letterario diverso.

Giorno, followers! Questa settimana avevo in mente di pubblicare diversi post ma sono sfumati tutti a causa dell'esame imminente. Questa volta d'accordo, come al solito mi sono rinvenuta tardi a studiare e sto facendo le volate finali per terminare in tempo. Imparerò mai a preparare con calma e largo anticipo un esame?!? In ogni caso sono comunque riuscita a scrivere per voi un paio di mini recensioni di due libri FANTASY ed ecco qui che ve le presento nella puntata di Weekly Advice del VENERDÌ.


The Kiss of Deception di Mary E. Pearson
(The Remnant Chronicles #1) [eng]

Bello e davvero geniale! Non c’è che dire, avevo decisamente sottostimato questo libro. Mi ha preso letteralmente in contropiede. Sono ancora così sbalordita, che non so se mi riprenderò mai dallo shock e dalla sorpresa. Vi assicuro, fremo letteralmente dalla voglia di stringere il seguito tra le mani. Ma veniamo al dunque. “The Kiss of Deception” è qualcosa completamente diverso da quello che pensavo dopo aver letto la semplice trama riportata sul retro. Una lettura sorprendente, che è stata capace di mettere in discussione tutto ciò che credevo. È una storia che va al di là delle semplici apparenze. Una storia in cui presente, passato e futuro si intrecciano. Realtà, leggenda e finzione diventano qualcosa di incredibilmente tangibile e difficile da distinguere. Desiderio di libertà, senso del dovere, della giustizia e lealtà verso gli altri, ma anche verso se stessi e i propri ideali, innescano una serie di meccanismi che condurranno la storia verso un percorso imprevedibile e pieno di avventura. Lo stile della Pearson è ammaliante. Mi ha cullata lungo tutto il corso della lettura e fatta sognare ad occhi aperti. Parole, sussurri, che narrano di terre lontane, misteriose e bellissime, ma non prive di pericoli. Oltre alle meravigliose descrizioni, ho trovato davvero affascinante anche le lingue “straniere” create e inserite nella narrazione. Uno stile reso ancora più perfetto e suggestivo dall’alternarsi dei PoV dei tre personaggi principali: Lia, il principe e l’assassino. Tre personaggi di cui mi sono innamorata follemente fin dalle prime righe e ancora di più nel corso della lettura. Tutti i personaggi, compresi quelli secondari, sono degni di nota. Complessi e ricchi di sfumature.  Gli eventi narratati porteranno in loro molti cambiamenti, porteranno in luce il loro carattere e, in diversi casi, lo affineranno. Per quanto riguarda la trama in sé, invece, ho le labbra cucite. Questa è esattamente una delle cose più intriganti e sconvolgenti dell’intera opera e credetemi, merita assolutamente di essere scoperta leggendo il libro.


The Assassin’s Curse di Cassandra Rose Clarke 
(The Assassin's Curse # 1) [eng]

“The Assassin’s Curse” è il primo libro di una duologia fantasy molto promettente, in cui magia ed elementi tipici del genere si scontrano e uniscono alle storie di pirati. L’avventura e l’alone di mistero, che ruota intorno a tutto ciò che c’è di magico, caratterizzano l’intero racconto. La storia si apre sul giorno delle nozze di Ananna, figlia di un grande Capitano di pirati, con l’erede di un altro importante clan di Pirati, Tarrin. Nozze, però, che non sono state scelte dai ragazzi, ma volute dai genitori per unire le due famiglie. Dopo aver conosciuto il futuro sposo Ananna è ancora più restia a sposarlo. Tutto ciò che ha sempre sognato è essere libera, viaggiare per mare e comandare una propria nave e tutto questo non potrà mai avverarsi se rimarrà al fianco di Tarrin. L’unica soluzione perciò è la fuga, cosa che non si rivela molto facile dal momento che per vendetta viene spedito sulle sue tracce un assassino. Da questo punto in poi la storia entrerà ancora di più nel vivo e le avventura vissute dalla nostra protagonista saranno molte. Quello che più mi è piaciuto di questo libro è che qui viene sottolineato il fatto che l’importante non è la “bellezza”. Nelle persone ci sono molte altre qualità più importanti e fondamentali rispetto ad essa. Non dobbiamo guardare solo con gli occhi, ma bisogna imparare a sentire le persone, Vedere al di là delle apparenze e non giudicarle in base all’aspetto fisico. Ho apprezzato molto anche i personaggi. Ananna ha un carattere forte, è determinata, leale e non smette mai di lottare per ciò in cui crede. Maji, ovvero l’assassino, è un personaggio enigmatico, molto chiuso in sé stesso, che è possibile scoprire solo passo dopo passo. Tra incantesimi, isole misteriose, viaggi per mare e deserti, la protagonista si ritroverà catapultata in una corsa senza fine alla ricerca di un modo per spezzare la maledizione che pende sulla sua testa e quella del suo cosiddetto assassino.