Buongiorno! :) Che emozione! Escludendo il post di
apertura di sabato possiamo benissimo considerare questo come “primo post del
blog”. Insieme con l’inizio della nuova settimana ho deciso di dare il via alle
danze con una recensione!
Premetto che le recensioni che pubblicherò in queste
prime settimane riguarderanno per la maggior parte i libri che ho letto da
aprile in poi, ovvero in quel periodo in cui la mia rubrica “Valy Weekly Review” era in stallo. Ma
torniamo a noi, il libro di cui vi parlerò oggi si trova negli scaffali delle
librerie italiane già da qualche anno ma fino a pochi giorni fa non ero ancora
riuscita a metterci le mani sopra (anche se in realtà un paio di anni fa vidi
la sua trasposizione cinematografica). Mi riferisco a Stardust di Neil Gaiman che, con le sue atmosfere da
fiaba, è riuscito a conquistarmi.
Prezzo cartaceo: 9,50 €
Prezzo ebook: 4,75€
Pagine: 245
Trama: In una fredda sera di ottobre una stella
cadente attraversa il cielo e il giovane Tristan, per conquistare la bellissima
Victoria, promette di andarla a prendere. Dovrà così oltrepassare il varco
proibito nel muro di pietra a est del villaggio e avventurarsi nel bosco dove
ogni nove anni si raccoglie un incredibile mercato di oggetti magici. È solo in
quell'occasione che agli umani è concesso inoltrarsi nel mondo di Faerie.
Tristan non sa di essere stato concepito proprio lì da una bellissima fata
dagli occhi viola e da un giovane umano e non sa neppure che i malvagi figli
del Signore degli Alti Dirupi sono anche loro a caccia della stella...
Il mio pensiero: Leggere
questo libro è stato come sognare ad occhi aperti. La realtà (anche se quella
dell’800 inglese) è sapientemente mescolata alla fantasia, ad un mondo
incantato fatto di sogni, irreali ma descritti talmente bene da sembrare, anche
all’occhio più scettico, perfettamente tangibili e concreti. Lo stile di Gaiman
è sicuramente uno dei fattori principali di questo incanto. Spesso, durante la
lettura, mi sono ritrovata a pensare a lui come ad un cantastorie, ad un
menestrello medievale, poiché possiede la loro stessa incredibile abilità di
trasmettere e creare, tramite le sue parole e il semplice suono della sua voce,
immagini particolarmente vivide nella mente di chi lo ascolta. «C’era una volta un giovane che desiderava ardentemente soddisfare le proprie brame. E fin qui, per quel che riguarda l’inizio del racconto, non v’è nulla di nuovo (poiché ogni storia, passata o futura, che narri di un giovane potrebbe cominciare alla stessa maniera). Ma strano era il giovane e strani i fatti che lo videro protagonista, tanto che egli stesso non seppe mai come andarono veramente le cose.»
Tutto ha inizio in una cittadina di nome Wall, situata nei
pressi di Londra.
«La storia ebbe inizio, come molte altre storie dei tempi andati, a Wall. Ancora oggi, a seicento anni dalla sua nascita, la cittadina di Wall si erge immutata sulla cima di un’alta sporgenza granitica al centro di una piccola foresta.»
Non si tratta di una
città qualsiasi bensì di un “punto di confine”. Nei boschi che si trovano al
limitare delle abitazioni si erge un muro maestoso, da cui appunto deriva il
nome della città, al centro del quale si apre un unico varco. Esso è strettamente
sorvegliato da sentinelle che ne vietano il passaggio a chiunque durante tutto l’anno
tranne in un unico giorno, in cui viene lasciato incustodito. Il muro
rappresenta il confine materiale tra il mondo di qua e il mondo di là.
Regni incantati, fate,
omini pelosi, cacciatori di fulmini, unicorni, perfide streghe, promesse e
pegni d’amore, principi e semplici umani. Tutto è perfettamente amalgamato e
come risultato si avrà la creazione di una storia bellissima e sospesa fuori
dal tempo, condita da un pizzico di malinconia. Una grande avventura, un
viaggio indimenticabile ricco di grandi emozioni, portatore di gioia, felicità,
tristezza, perdita e grandi verità da svelare, al termine del quale Tristan
scoprirà chi è in realtà e qual è il suo posto nel mondo.
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