lunedì 4 maggio 2015

What's on my Bedside table? # 11 (Champion)

È una rubrica ideata da me, in cui, ogni lunedì, vi mostrerò quale libro si trova sul mio comodino.

Buon inizio di settimana, ragazzi! =D Oggi niente lezioni, per fortuna. Un corso si è concluso, ma gli altri quattro dureranno ancora per qualche altra settimana. Sono tutte materie che mi piacciono, per carità, ma ora come ora comincio ad accusare un po' di stanchezza =S
Ma veniamo a noi e alla lettura in cui sono immersa adesso :) 


Scheda libro QUI
SUL MIO COMODINO C’È... “Champion”, terzo e ultimo libro della bellissima serie distopica di Marie Lu. Altra serie che ho deciso di portare finalmente a termine. Strano ma vero, sono riuscita nell’intento di restare costante al mio obiettivo, così adesso potrò iniziare anche altre serie senza sentirmi in colpa ahah XD. Qui vi lascio il link alla mia recensione, molto entusiasta, sul primo libro della trilogia, “Legend”, mentre qui potrete trovare i vari post del Dreamcast che, alcuni mesi fa, avevo dedicato proprio a questo libro. Purtroppo non ho mai avuto cuore di scrivere la recensione per “Prodigy”, che ho letto e amato (anche se ho sofferto come un cane!!) l’anno scorso e risfogliato negli ultimi giorni per riassaporare i momenti clou.

SONO A... pagina 65. Dopo il modo in cui era finito “Prodigy”, infliggendo un duro colpo al mio cuore, i primi capitoli di “Champion” riprendono otto mesi dopo quegli eventi. Otto mesi in cui il giovane Elector, affiancato da un gruppo di persone fidate, cerca di risollevare le sorti della Repubblica. Otto mesi in cui i nostri due protagonisti, June e Day, sono stati separati e, nonostante i sentimenti che li legano, le “piccole” incomprensioni e le cose non dette hanno fatto sì che la distanza che li separa non sia solo quella fisica. Come ormai saprete adoro il doppio PoV e qui la Lu è stata davvero brava a renderlo. Essere partecipi delle reazioni e dei pensieri di entrambi, è davvero emozionante e sconvolgente. Non vedo l’ora di continuare la lettura, ma allo stesso tempo tremo al solo pensiero di come si potrebbe concludere. Paura!!!

È SUL MIO COMODINO PERCHÉ... voglio soffrire. No, scherzo =D Questa è una delle mie serie preferite e appena uscito non ho potuto resistere ad acquistarlo. In realtà volevo prima rileggere “Prodigy”, ma la curiosità ha avuto la meglio e sono passata subito a “Champion”.


Cosa ne pensate di questa serie? L'avete iniziata o già conclusa? Cosa c'è invece sul vostro comodino in questo momento?

venerdì 1 maggio 2015

Recensione: "Tutto ciò che sappiamo dell’amore" di Colleen Hoover

Buon pomeriggio, carissimi! E buon primo maggio! =D Come passerete questi giorni di festa? Io al momento mi sto godendo del sano e meritato relax. Intanto ecco che vi lascio la recensione che finalmente sono riuscita a concludere di una delle migliori letture di questo mese: "Tutto ciò che sappiamo dell'amore". La mia prima esperienza quell'autrice tanto acclamata, sia in patria che qui in Italia, che è Colleen Hoover. 
Alcune settimane fa vi avevo già mostrato alcune citazioni proveniente da questo libro, per chi se le fosse perse ecco qui il link.

Slammed # 1
Editore: Rizzoli (collana Rizzoli narrativa)
Prezzo cartaceo: 16,00 €
Prezzo ebook: 6,99 €
Pagine: 337

Trama: Lake arriva in Michigan dopo la morte del padre, rassegnata ad affrontare un nuovo, faticoso inizio. La risalita appare all'improvviso dolce grazie a Will, il vicino di casa, a sua volta costretto dalla vita a crescere in fretta. L'intesa è immediata, ma il primo giorno nella nuova scuola Lake scopre che il loro è un amore impossibile: Will è uno dei suoi professori - giovanissimo, ma dall'altra parte della barricata. Altrettanto impossibile allontanarsi, dimenticarsi, rinunciare: e così Lake e Will si parlano attraverso la poesia, anzi, le poesie, in pubblico ma in segreto, servendosi di uno slam - una gara di versi - per dirsi tutto ciò che devono e vogliono dirsi. Alla fine è qualcosa di molto semplice, di essenziale: tutto ciò che sappiamo dell'amore è che l'amore è tutto, come ha scritto Emily Dickinson a nome di tutti noi.

Il mio pensiero: Mi sono avvicinata a questa lettura in punta di piedi. Da tempo sento parlare di questa autrice, e in particolare di questo libro, ma per esperienza personale so che quando mi creo aspettative troppo alte già in partenza, la delusione è sempre in agguato dietro l’angolo. Questa volta però sono stata brava. Sono riuscita a non crearmi troppi castelli in aria e il risultato sapete qual è stato? Soddisfazione piena! Non mi sarei aspettata neanche lontanamente che questo libro mi sarebbe piaciuto così tanto e il non aver fatto lavorare troppo la fantasia “prima” sicuramente ha aiutato.
“Tutto ciò che sappiamo dell’amore” è un concentrato di emozioni davvero intense, unite ad una semplicità unica. Peculiarità che si rispecchia nello stile stesso della Hoover. Frasi molto semplici, ma che arrivano direttamente al cuore e fanno riflettere. Tutto sembra perfettamente naturale: i dialoghi, i pensieri della protagonista, come anche tutte quelle bellissime poesie che costellano l’intera opera. Ho apprezzato molto anche l’espediente dell’utilizzo del presente come tempo verbale per la narrazione. Non si trova spesso nei libri, ma io ne vado matta. Tutto è più immediato in questo modo. Inoltre mi dà l’impressione di non star leggendo una storia avvenuta in un tempo indefinito, ma di far parte integrante del racconto e vivere gli eventi come se fossi io stessa la protagonista. Succede solo a me o anche a voi fa questo effetto?!
Altra cosa per cui devo fare i complimenti a questa autrice è il modo in cui è riuscita a trattare temi dolorosissimi e delicatissimi come quello della morte. La storia in cui ci immergiamo, per poco più di 300 pagine, è un alternarsi di gioie e dolori. Felicità e sofferenza. Grandi drammi e piccoli gesti quotidiani capaci di regalare più di un sorriso. Il tutto posto in equilibro perfetto. Fate attenzione però! Non si tratta di una semplice storiella d’amore in stile new adult, con i classici problemi del genere, tipo vita universitarie e altri annessi e connessi. Ma è un libro più profondo, una storia che non si focalizza sull’amore che nasce e cresce tra due persone, bensì una storia dotata di una visuale più ampia. Ed ecco che cos’è questo libro: un vero inno alla vita. Un percorso. Una mappa di sopravvivenza sul come affrontare i problemi che la vita ti può porre davanti. Su come sia necessario accettarli, metabolizzarli e agire di conseguenza.
«“Il peso delle bugie ti porterà giù, ti seguirà in ogni città, perché niente succede qui che non accade anche lì”. Ogni volta che la canzone ricominciava, sentivo solo queste parole, la parte delle bugie che ti porti addosso sempre, dovunque tu vada. Stasera […] capisco cosa volevano dire gli Avett con quelle parole. Non parlano solo delle bugie. Parlano della vita. Dicono che è inutile scappare in un’altra città, un altro posto, in un altro stato. Perché da qualunque cosa tu stia tentando di fuggire, verrà con te. E ci resterà finché non trovi il modo di affrontarla. »
Una storia che fa pensare alle casualità stesse della vita e come a volte, anche nel momento più brutto di tutta la tua esistenza, essa ti metta di fronte a nuove e infinite possibilità. Possibilità che sta solo a noi saper cogliere.
Se non si fosse ancora capito, il mio consiglio è quello di leggere assolutamente questo romanzo. In più, nonostante sia solo il primo capitolo di una serie, ha un finale così bello e perfetto che potrebbe essere considerato senza problemi anche come libro autoconclusivo. 


5 margherite

lunedì 27 aprile 2015

Weekly Advice # 8 (Distopico)

È una rubrica ideata da me nella quale esprimo una serie di “consigli e sconsigli a tema”.  Il tema è determinato dal giorno della settimana in cui viene pubblicata poiché ad ogni dì corrisponde un genere letterario diverso. 

Dopo qualche mese ritorna la rubrica di consigli a tema: Weekly Advice. Di questo passo forse non dovrei chiamala "settimanale" bensì "saltuaria", ma pazienza. Quando riesco la pubblico, mi perdonato lo stesso vero anche se non sono così fiscale e costante?! Il genere che avevo legato al LUNEDÌ è il DISTOPICO, quindi ecco qua che vi parlo di due belle letture di questo tipo. Una è il primo capitolo di una trilogia italiana, che ho letto alcuni mesi fa, mentre l'altro è un finale di serie (purtroppo inedito in Italia) che ho letto nei giorni scorsi (qui e qui recensioni del primo e del secondo della serie della Rossi).


“Inferno” di Francesco Gungui
(Canti delle Terre Divise # 1)

Primo capitolo di una trilogia distopica tutta italiana, ambientata in quello che rimane del continente europeo. La storia si sviluppa intorno ad un’idea semplicemente fantastica: ricreare la suddivisione dell’aldilà dantesco per far sì che la vita degli uomini sia migliore e regolamentata da leggi ferree. L’inferno, con tutti i suoi gironi e animali mostruosi a guardia dei condannati (Cerbero, il Minotauro, persino Lucifero), diventa adesso un luogo fisico, concreto e attuale in cui mandare i criminali. Una vera e propria prigione. Poi c’è il Paradiso, che assume le sembianze di un luogo perfetto pieno di ricche residenze e visto come un luogo idilliaco da coloro che non possono permettersi una casa là. Ma tutta questa separazione e perfezione genera davvero un mondo migliore? O la corruzione e l’ingiustizia sono comunque in agguato dietro l’angolo? La storia è raccontata da molteplici punti di vista e questo ci permette di avere un’immagine d’insieme più vasta e complessa. Pov che non sono però separati l’uno dall’altro, ma intrecciati tra loro, espediente che porta il lettore, nello spazio di una stessa scena, a prendere parte ai pensieri di due personaggi contemporaneamente. Solitamente questa mescolanza di PoV mi infastidisce parecchio, perché lascia spazio solo ad una grande confusione, ma dopo il disorientamento iniziale, limitato ai primi capitoli, mi sono abituata e ho continuato a scorrere tra le pagine senza difficoltà. Molto buona la caratterizzazione dei personaggi (i protagonisti, Alec e Maj in primis, ma anche i personaggi  secondari, come Guido, uno dei miei preferiti) e ottimi sono i cambiamenti e l’evoluzione che affrontano nel corso della storia. Della storia d’amore, che è l’elemento perno dell’intero libro e punto di partenza di quasi tutto ciò che avviene in seguito, non mi ha convinto per niente il modo in cui nasce (molto colpo di fulmine e pochi elementi su cui si basa) ma con il proseguire dei capitoli si riprende nettamente e si sviluppata molto bene. Un ottimo libro introduttivo che lascia ben sperare in un seguito altrettanto buono, che non vedo l’ora di leggere.


“Into the Still Blue” di Veronica Rossi 
(Under the Never Sky # 3)

Into the Still Blue secondo me può essere considerato come la perfetta metafora dei nuovi inizi. Attraverso le esperienze di tutti i vari personaggi, quello che questa lettura più mi ha trasmesso è questo bellissimo messaggio, anche se davvero doloroso da apprendere e accettare: la vita ci mette di fronte a prove terribili. Ci spezza, si fa gioco di noi e dei nostri sentimenti. Gioca con la nostra stessa vita e ci pone di fronte a scelte difficili da prendere, scelte capaci di lasciare cicatrici profonde e permanenti nel nostro animo. Il nostro fisico e la nostra mente sono costantemente sollecitate, ma nonostante tutto il dolore, la più profonda disperazione, i rimorsi, la rabbia e la furia cieca, non dobbiamo mai smettere di lottare. Mai arrendersi a queste emozioni o lasciarsi sopraffare da esse, ma è necessario. Fare un piccolo passo dopo l’altro e mai smettere di guardare verso il futuro. Mentre leggevo questo libro ho pianto insieme ai personaggi per la perdita della persona amata, dell’amico, della sorella o del genitore. Ho riso per le battute e gli scherzi fatti tra amici. Mi sono riempita di gioia per il ritorno inaspettato di una persona cara e la scoperta di un parente che mai avrei pensato di conoscere. Ho provato rabbia incredibile verso un assassino e un dispotico, e infine ho tirato un bel sospiro di sollievo quando ho trovato un nuovo posto in cui sentirmi finalmente a casa. Into the Still Blue è un bel libro, ma purtroppo non tanto quanto mi sarei aspettata. I personaggi continuano ad essere la parte migliore e il vero gioiello di questa serie. Perry, Aria, il mio adorato Roar, ma anche tutti quei personaggi secondari che lentamente entrano a ricoprire un ruolo importante nella storia, come Loran (uno dei miei preferiti in questo ultimo capitolo), Soren, che ho rivalutato moltissimo e i sei. Ciò che però mi ha lasciato un po’ interdetta è il senso di incompletezza che ho sentito a fine lettura. Sì, la storia si conclude, ma manca qualcosa. L’attenzione viene qui focalizzata solo su alcuni gruppi di persone (alcune centinaia) ma la società in generale era composta anche da altri gruppi di Stanziali e Outsiders, i quali però non vengono mai (o raramente) presi in considerazione in questo capitolo. Il viaggio verso un nuovo inizio per questi si compie, ma del resto del mondo cosa avviene? Ad ogni modo si tratta di una bellissima serie che consiglio a tutti leggere, soprattutto per lo stile dell’autrice e per i bellissimi personaggi che la Rossi ha creato.

domenica 26 aprile 2015

The Coffee Book Tag

Buona domenica, ragazzi! Oggi avevo voglia di fare un bel tag e sono andata a scavare tra quelli che avevo salvato nel pc. Inizialmente volevo fare quello relativo alla primavera, ma con questa giornata grigia non l'ho trovato molto adatto... perciò ho ripiegato sulle bevande calde ;D Si tratta di un tag molto carino, trovato alcuni mesi fa sul blog di Adriana, che lega vari tipi di caffè ai libri :)


NERO
Una serie di cui hai fatto fatica ad innamorarti, ma ha i fan più accaniti

"L'accademia dei Vampiri" di Richelle Mead. Appena ho letto questa descrizione il mio pensiero è subito corso a questa serie. Ho impiegato tantissimo tempo a decidermi se iniziarla o meno. La fama eccessiva di questa autrice non mi convinceva molto e il tema vampiresco non mi attirava proprio. Alla fine, un paio di anni fa, mi sono decisa a fare un tentativo ed è stata una tragedia. Il primo libro lo avevo trovato pessimo e odiavo profondamente la protagonista, poi per questione di principio o masochismo ho voluto provare con i seguiti e... vero amore! Sto giusto leggendo adesso l'ultimo libro e mi piace troppo! Non vedo l'ora di procurarmi anche il primo della serie Bloodlines (Adrian, meraviglia! <3 ) (recensioni qui e qui)


PEPPERMINT MOCHA
Un libro che ha più popolarità durante l'inverno o durante un festività

Nel mio caso si tratta sicuramente di "Canto di Natale" di Dickens. Quasi tutti gli anni quando si avvicinano le vacanze di Natale riprendo in mano questo fantastico libricino e mi immergo nuovamente in questa lettura. Davvero bello :)


CIOCCOLATA CALDA
Il tuo libro preferito per bambini

Da piccola non leggevo moltissimo, ma tra quelli che erano riusciti a catturare la mia attenzione e a spingermi a voler leggere anche il capitolo successivo ci sono sicuramente tutti i libri del maghetto più famoso del mondo: Harry Potter.  


DOPPIO ESPRESSO
Un libro che ti ha tenuto incollato alle pagine dall'inizio alla fine

"Some Boys" di Patty Blount, un'autrice che ho scoperto per caso l'anno scorso ma che grazie ai suoi libri riesce sempre a toccarmi e scuotermi fin nel profondo. Questo in questione è stato uno dei migliori libri che ho letto l'anno scorso, se non addirittura "il migliore". Qui vi lascio la recensione così potrete capire da solo cosa intendo. Qui invece vi lascio alcune citazioni..


STARBUCKS
Un libro che vedi ovunque

"The Winner's Curse" di Marie Rutkoski. Negli ultimi mesi lo vedo letteralmente ovunque, ma forse dipende un po' dal fatto che si tratta della mia attuale ossessione. Probabilmente è per questo che ci faccio così attenzione, che dite?! 


QUELLA CAFFETTERIA HIPSTER
Consiglia un libro di un'autore sconosciuto

Più che autore direi serie. Si tratta di una trilogia uscita alcuni anni anche qui in Italia, ma interrotta al secondo libro. Secondo me non ha avuto la giusta attenzione e visibilità e me ne dispiace molto. Proprio venerdì ho pubblicato la recensione i tutti e tre i libri qui. 


OOOPS! PER SBAGLIO HO PRESO UN DECAFFEINATO!
Un libro da cui ti aspettavi di più

Il più recente è sicuramente "Into the Still Blue" di Veronica Rossi. Si tratta comunque di un bellissimo finale di serie ma mi aspettavo davvero qualcosa di più. Domani pubblicherò anche la recensione.


QUELLA MISCELA PERFETTA
Un libro o una serie che era sia amaro e dolce ma con un risultato soddisfacente

Questa è difficile. Potrei dirne diverse, alcune non ancora concluse e altre invece sì. Una ad esempio è proprio quella della Mead, che però ho già citato qui, oppure la trilogia di Hunger Games o di Divergent (anche se continuerò, per sempre, a far finta di non aver mai letto Allegiant) ma alla fine dico la trilogia delle gemme di Kerstin Gier. Un mix di ironia, avventura, romance e un pizzico di magia.

venerdì 24 aprile 2015

Recensione: "Il Bacio Maledetto - Il Bacio del Peccato - Last Rite" di Lisa Desrochers

Buongiorno, followers! Mentre starete leggendo questo post, io sarà a Carrara, (grazie blogger per far programmare i post!). Con alcuni miei compagni dell'università e il prof di Storia dell'architettura antica visiteremo il museo del marmo, l'accademia delle Belle Arti e..udite udite.. uno scavo di una cava aperta in epoca romana! Non vedo l'ora! Comunque, nell'attesa del mio ritorno vi lascio una bella tripla-recensione. Il mio pensiero per ogni libro della trilogia Personal Demons di Lisa Desrochers, che ho concluso proprio qualche giorno fa con la lettura di "Last Rite" (qui ve ne parlo).
ps. Non ci sono spoiler, perciò anche chi non ha letto i vari libri può leggere tranquillamente tutte e tre le recensioni.
Per la scheda dei libri invece vi basterà cliccare sui titoli in grassetto.


"Il bacio maledetto" di Lisa Desrochers
(Personal Demons # 1)

“Il bacio maledetto” non è sicuramente un libro dei più recenti tra quelli del panorama letterario attuale. Scritto in patria e giunto qui da noi nel 2011, è il primo libro della trilogia paranormale di Lisa Desrochers, che vede come protagonisti figure fantastiche come angeli e demoni. Purtroppo in Italia la serie è stata interrotta al secondo volume e per questo, nonostante abbia letto il primo anni fa, avevo deciso di non continuarla. L’anno scorso però ho iniziato a leggere in lingua ed ecco che mi è venuta l’idea di portare a termine l’intera saga. Nonostante i temi angelici e demoniaci siano già stati ampiamente sfruttati in letteratura, ho trovato questo libro piuttosto originale, soprattutto perché il protagonista, Luc, non è il canonico bravo ragazzo (il “buono” della situazione per intenderci) ma un vero demone e l’incarnazione del peccato. Si tratta dunque di una mitologia nota ma rielaborata in maniera tale da essere riuscita a mantenere alta la mia attenzione fino all’ultima pagina. Lo stile dell’autrice è scorrevolissimo e ho adorato l’alternarsi dei pov dei due protagonisti, Luc e Frannie, l’umana molto speciale della situazione. Umana sì, ma damigella in pericolo no. Una ragazza con un bel caratterino e perfettamente capace di badare a se stessa. La caratterizzazione dei personaggi è buona, ma quello realizzato in maniera migliore e delineato in maniera a dir poco perfetta è Luc (che adoro!). E poi ovviamente non poteva mancare l’altro, Gabe, anche se per me non si tratta di un triangolo vero e proprio perché non c’è assolutamente confronto e la sua presenza nella storia ha un senso più ampio e più complesso di quello che potrebbe sembrare in un primo momento. Un ottimo inizio di serie e un libro con un finale decisamente sorprendente, che rompe gli schemi dei soliti urban fantasy a cui siamo abituati.


"Il bacio del peccato" di Lisa Desrochers
(Personal Demons # 2)

Ne “Il bacio del peccato” la storia si complica molto. Questo libro si divide in due parti diametralmente contrapposte. Nella prima il clima che si respira è di felicità, ottimismo, gioia e grandi aspettative verso il futuro. Tutto è roseo e la vita dei due protagonisti non potrebbe essere migliore. Nella seconda la calma precedente però viene intaccata profondamente, non in maniera netta ma graduale e assolutamente subdola, impossibile da prevedere. Già nei primi capitoli vengono gettati piccolissimi semi di zizzania, talmente piccoli da passare inosservati. Giorno dopo giorno queste piccole crepe diventano sempre più profonde, fino a creare delle vere e proprie voragini nei rapporti di alcuni personaggi e ferite profondissime negli animi di tutti loro. Tutti sono coinvolti, nessuno escluso. Felicità, gioia e amore vengono adesso sostituiti da un dolore profondo e strisciante che non risparmia. Cupa disperazione, senso di colpa e tradimento permeano ogni pagina e si trasferiscono per osmosi al lettore che non può fare a meno di soffrire con loro. L’inganno e il tormento sono i veri protagonisti della seconda parte del libro. Un concatenarsi di piccoli menzogne e macchinazioni, ad opera di un essere veramente subdolo mascherato dietro ad un’innocenza apparente, hanno creato una rete immensa di incomprensioni che sono state capaci di minare la vita di tutti fin alle fondamenta. Ciò che più mi è piaciuto (in entrambi i libri, ma soprattutto in questo) è il modo in cui la Desrochers riesce a descrivere sentimenti ed emozioni. Anche il più piccolo e insignificante viene descritto in maniera quasi palpabile, tangibile. Ma il punto massimo d’intensità lo raggiunge con il PoV di Luc. Il cambiamento “fisico” che subisce nel corso dei libri fa sì che la sua personalità e il suo io interiore emerga sempre più e ciò che ne viene fuori è un personaggio ricco di una infinità incredibile di sfumature, complesso e assolutamente perfetto in tutta la sua imperfezione. 


 meno
"Last Rite" di Lisa Desrochers 
(Personal Demons # 3)

Sono davvero contenta di aver portato a termine questa serie recuperando l’ultimo libro in lingua, perché meritava davvero di essere letto. Continuerò a ripetere all’infinito il mio dispiacere per l’interruzione di questa ennesima trilogia e non smetterò mai di consigliarla a chiunque mi capiti a tiro. Ad ogni modo, “Last Rite” riprende pochissimi minuti dopo rispetto al punto in cui terminava il libro precedente. Si tratta di un inizio davvero esplosivo, nel senso più letterale del termine. Gli eventi avvenuti nell’ultima metà de Il bacio del Peccato avevano creato una grande frattura tra i personaggi e gli equilibri stessi delle relazioni che intercorrevano tra loro. Luce era stata fatta sulle origini di tutto quel grande scompiglio, ma il “sapere il motivo” non rende certo più facile riallacciare i legami. Una volta che si crea una frattura, ricucire i rapporti non è molto semplice, e anche nel caso in cui la risanazione avvenga, la cicatrice rimarrà sempre e comunque. In questi primi capitoli, oltre ad un gran caos emotivo, Frannie, Luc e Gabe si trovano al centro di un vero ciclone di eventi. Costretti ad una fuga precipitosa, l’azione è qui alle stelle. Successivamente le acque si calmano molto, anche troppo direi, e ai due PoV canonici si aggiunge anche quello di Gabe. Sinceramente questa prima metà è la parte che mi è piaciuta meno di tutto il libro, soprattutto a causa dell’angioletto, e ciò che non mi ha permesso di assegnare le 5 stelle piene. Sono stata tentata di scendere a 4 e mezzo, ma la seconda metà del volume è davvero stupenda e per questo ho chiuso un occhio. Nascondersi e aspettare in silenzio mentre la vita di qualcuno a cui tieni è forse in pericolo (nonostante la tua lo sia per certo), non è mai stata un’opzione per Frannie, la quale farà di tutto per tornare a casa e tentare di rendersi utile. Ciò che ho più apprezzato di questo libro è che tutti i personaggi adesso diventano in parte protagonisti. Si scoprono moltissime cose sulle origini, la natura, il carattere e molto altro di tutti i vari personaggi. Non c’è un eroe solitario che, senza chiedere aiuto a nessuno, salva il resto del mondo. No, qui avviene qualcosa di più concreto e molto più complesso: tutti danno il loro contributo, sia nel bene che nel male. Last Rite è un finale assolutamente perfetto, in cui azione, emozioni fortissime e una grande dose di originalità si mescolano senza sosta in un crescendo sempre maggiore.

lunedì 20 aprile 2015

What's on my Bedside table? # 10 (Into the Still Blue)

È una rubrica ideata da me, in cui, ogni lunedì, vi mostrerò quale libro si trova sul mio comodino.

Sera, gente! Lo confesso, oggi mi ero proprio dimentica di pubblicare il post. Finalmente è arrivato il bel tempo e quindi sono scesa in giardino a crogiolarmi al sole con un bel libro. Inutile dirvi che il pc è stato l'ultimo dei miei pensieri ahah XD
Comunque, ecco qua il libro che è mi sta tenendo impegnata in questi giorni ;)


Scheda libro QUI
SUL MIO COMODINO C’È... “Into the Still Blue” di Veronica Rossi, terzo e ultimo libro della trilogia distopica Under the Never Sky. Come mi ero ripromessa questo mese sto portando a termine alcune delle serie che avevo iniziato e mai concluso in questi anni e questa è una di queste. La trilogia della Rossi però rientra anche in quella temibile e irritante categoria delle “serie interrotte”. Il primo libro mi era piaciuto molto (quiil mi pensiero) mentre il secondo l’ho letteralmente amato (qui recensione) e non capisco proprio perché la pubblicazione si sia interrotta dovuta interrompere al primo. Non me lo spiegherò mai…

SONO AL... capitolo 22. Sono quasi a metà del libro e mi sta piacendo molto. Come per i libro precedenti, la narrazione è alternata tra i PoV di Aria e quello di Perry. Le vicende riprendono esattamente nel punto in cui si era interrotto Through the Ever Night, con un breve lasso di tempo che però viene narrato nella novella  dedicata a Brooke, che ho letto un paio di giorni fa (carina e utile per capire meglio Brooke, ma nonostante ciò, questa ragazza continua a non starmi molto simpatica).

È SUL MIO COMODINO PERCHÉ... quella della Rossi è una delle mie serie preferite e proprio per questo ho rimandato la lettura di capitolo conclusivo per mesi. Dire addio a dei personaggi così belli (tutti, dal primo all’ultimo) e ad un’ambientazione così intrigante e complessa è quasi un dolore fisico, ma la curiosità di sapere come sarebbero continuate le loro avventure era troppa per aspettare oltre. 


Avete continuato questa serie o vi siete fermati all'unica edizione in italiano? Chi la conosce cosa ne pensa? A chi non l'ha ancora iniziata però consiglio assolutamente di darle un'opportunità e cominciarla al più presto ;)

domenica 19 aprile 2015

New entry in my E-shelf # 6

È una rubrica ideata da me, in uscita la seconda domenica del mese, in cui vi mostro tutte le mie nuove entrate in edizione digitale del mese appena trascorso.

Buona domenica ragazzi! :) Volevo mostrarvi le mie nuove entrate libresche in digitale la scorsa domenica, ma non sono riuscita a scrivere il post per tempo. Recupero oggi e intanto vi avverto già che è molto probabile che la rubrica per le nuove entrate cartacee questo mese salterà. Le new entry nella mia libreria per ora sono solo due e uno è in arrivo (sono stata brava, eh? XD..)

SHORT STORY:

"I Giardini di Asgard" di Giada Bafanelli

"I giardini di Asgard" è una breve novella che precede "La figlia della vendetta" scritto da una giovane autrice italiana. La storia è incentrata sulla mitologia nordica e inutile dirvi quanto mi ispiri, visto il mio amore per i miti. L'altro che vi mostro l'ho preso su NetGalley e se non sbaglio dovrebbero essere i primi capitoli in anteprima del libro "An Ember in the Ashes". Avevo richiesto anche il libro vero e proprio che ho in wishlist da mesi e mesi e per cui sbavo solo a guardare la copertina ma la CE mi ha bellamente ignorata e la richiesta giace ancora lì abbandonata. Tra pochi giorni però uscirà finalmente in libreria e vedrò di procurarmene una copia lo stesso.

BOOKS: 
(Autoconclusivo)
Autore: Robin Mellom
Prezzi: QUI
Pagine: 278

Trama: Dopo la rottura con il suo fidanzato, Tori Wright decide di liberarsi la mente dal ragazzo e inizia a lavorare per un’eccentrica coppia. Improvvisamente si trova coinvolta nel pazzo mondo della vita notturna di LA – nightclubs, chiromanti, star del cinema e paparazzi. Dopo un malinteso finisce in carcere, e ha una notte per aiutare una stella del cinema ad evitare paparazzi e trovare Adam… il collega che velocemente le ha rubato il cuore. Mentre prende decisioni che possono cambiare il corso della sua vita, Tori scopre fino a che punto arriverà per mettere le cose sul giusto binario. Ma se fosse troppo tardi?
Perfect Timing è un’incantevole commedia romantica che vi farà domandare se il vero amore può essere trovato al momento sbagliato. Una storia d’amore che si rivolge ai lettori di libri New Adult, contemporary romance e romantic comedy. Perfetto per i fan di Stephanie Perkins, Jenny B. Jones, Rainbow Rowell e Sophie Kinsella (tradotta da me). 


(Never Never #1)
Autore: Colleen Hoover e Tarryn Fisher 
Editore: Hoover Ink
Prezzi: QUI
Pagine: 159

Trama: Migliori amici fin da quando riescono a camminare. Innamorati dall’età di quattordici anni. Perfetti estranei da questa mattina. Lui farà di tutto per ricordare. Lei farà di tutto per dimenticare. (tradotta da me).

Dicono del libro: “Never have I had my mind blown reading a book like I have reading Never Never. It was intense, sweet, completely unpredictable and utterly fascinating. Can’t wait for the next book in this series!” ~Jen, The Book Avenue
“Hoover and Fisher have combined their unique talents to deliver a deliciously twisted tale of deceit, love and friendship that keeps you guessing long after the heart-stopping end.” ~Vilma’s Book Blog
“Twisted, sickly wicked, yet warming with a deep-layered love story. Tarryn and Colleen combine their forces for good. Alone they are talented. Together this epic duo is unstoppable.” ~Pam, The Book Avenue.
"The evil queen and the good fairy of romance have come together, and the results are more than I could have ever asked for." ~Holly's Hot Reads 


"Perfect Timing" l'ho preso su consiglio di Frannie dopo aver letto la sua recensione molto entusiasta. Non avevo mai sentito parlare di questa autrice, ma sono davvero curiosa di scoprire cosa riserverà questa storia. "Never Never" l'ho vinto ad un giveaway su Hook a Book e non vedo l'ora di iniziarlo. Questa è la prima parte di un nuovo libro della Hoover, scritto a quattro mani, uscito a gennaio, mentre a breve dovrebbe uscire la seconda. Ho letto da poco "Tutto quello che sappiamo dell'amore e mi è piaciuto moltissimo perciò non vedo l'ora di tuffarmi anche in questa storia. E per di più, la cover è meravigliosa, non trovate?