mercoledì 10 settembre 2014

Wonderful Quotes # 9 (Il labirinto)

È una rubrica ideata da me, a cadenza settimanale, in cui vi propongo alcune citazioni che più mi sono piaciute di un libro che ho particolarmente amato.

Giorno giorno ;) Prima di presentarvi il libro da cui provengono le citazioni del giorno, volevo farvi un piccolo annuncio: con l'inizio del nuovo mese, la fine delle vacanze (purtroppo) e la ripresa della vita quotidiana quasi ovunque, grazie ai preziosi consigli di Alessia, ho iniziato anche a collaborare...udite udite... con ben tre case editrici! Garzanti, Mondadori e Rizzoli. Sono felicissima! Sto giusto finendo di sistemare la pagina che ho creato proprio per questo, quindi fra poco la renderò pubblica e potrete raggiungerla dalla barra in alto :)
Ma torniamo a noi. La fonte di oggi è uno dei libri più chiacchierati del momento. Un distopico da cui è stato tratto l'omonimo film in uscita nelle sale italiane l'8 ottobre (sperando che non cambi di nuovo data!). Film che fremo dalla voglia di vedere. Come ormai avrete capito mi riferisco a Il labirinto di James Dashner. Qui troverete anche la mia recensione, pubblicata un paio di settimane fa ;)

Scheda libro qui
Ancora una volta, Thomas percepì il peso doloroso della confusione. C’erano talmente tante parole e tanti modi di dire che non avevano senso. Pive. Caspio. Intendente. Spalatore. Saltavano fuori dalle bocche dei ragazzi con una naturalezza tale che pareva fosse strano che lui non capisse. Era come se la perdita di memoria lo avesse privato di una parte della sua lingua. Era sconcertante.
«Perché mi odiate tanto?» L’espressione che apparve sul viso di Alby fu indescrivibile: in parte confusione, in parte rabbia, in parte shock. «Odiarti? Ragazzo mio, da quando sei comparso in quella Scatola non hai imparato niente. Questo non ha niente a che fare con l’odio o la simpatia, l’amore o l’amicizia. Niente del genere. Tutto quello che ci interessa è sopravvivere. Molla questo fare da mammoletta e comincia a usare quel tuo caspio di cervello, se ne hai uno.»
Newt sbuffò. «Tommy, cosa avrà domani di diverso? Siamo qui da due cacchio di anni, sai.» Thomas fu sopraffatto dalla sensazione che tutti quei cambiamenti fossero uno sprone, un catalizzatore per la partita finale. «Perché adesso dobbiamo risolvere l’enigma. Ci siamo costretti. Non possiamo più vivere in quel modo, giorno per giorno, pensando che la cosa più importante sia tornare alla Radura prima della chiusura delle Porte e starcene sicuri al calduccio.»

martedì 9 settembre 2014

Recensione: "La spia che venne dal freddo" di John Le Carré

Buongiorno carissimi! J Per oggi (in realtà già per ieri) volevo preparare un tag libresco carino da pubblicare ma non ho avuto tempo da dedicargli..grr colpa tua tesi, sì! non negarlo!.. perciò ecco di nuovo che vi lascio in compagnia di un'altra recensione. Questa finalmente è l'ultima che mi era rimasta dei libri che ho letto prima dell'estate, le altre sono relativamente più recenti. Si tratta de "La spia che venne dal freddo" di John Le Carré.
Ps. fa parte di una serie ma può essere letto anche indipendentemente dagli altri, come ho fatto io, perché in sé è autoconclusivo.

George Smiley #3
Editore: Mondadori (collana Oscar bestsellers)
Prezzo: 9,50 €
Pagine: 237

Trama: La storia dell'ultima, pericolosa missione di Alec Leamas, un agente segreto, stanco e disilluso, che vuole disperatamente concludere la sua carriera di spia. Tutti i suoi migliori agenti sono stati scoperti e uccisi dal nemico e presto potrebbe venire anche il suo turno. Esiste un solo modo per uscire definitivamente dal giro: partecipare alla pericolosissima missione che gli propone Smiley.

Il mio pensiero: Adoro le storie di spionaggio, non per nulla, da piccola, il mio grande sogno nella vita era di fare l’agente segreto. Sì sì, lo so, ho visto troppi film, ma cosa ci volete fare?! Sono sempre stata più la tipa che si salva da sola invece che quella che aspetta, con le mani in mano, l’arrivo del principe azzurro a salvarla. Ma torniamo a noi..nonostante la forte attrazione che la trama esercitava su di me,  questo libro è rimasto a vegetare nella mia libreria per anni. Vuoi per una cosa, vuoi per un’altra, ne ho sempre rimandato la lettura. Alla fine però sono riuscita a dedicargli un po’ di tempo e sono davvero felice di averlo fatto perché le mie aspettative non sono state deluse.
Il racconto è ambientato tra l’Inghilterra e la Germania degli anni sessanta, in piena guerra fredda. Il protagonista è Alec Leamas, un agente dei servizi segreti inglesi, la cui carriera, dopo anni trascorsi a lavorare in prima linea nella zona di Berlino, sembra volgere al termine. Intelligente, sagace, perspicace, ma anche un uomo che è giunto al punto di vedere la vita con distacco e un certo grado di disillusione. La sua stessa vita è stata plasmata dalla sua professione. Le circostanze e l’istinto di sopravvivenza hanno sempre, e sempre avranno, un peso immane in tutto ciò che lo riguarda, inclusa la sua stessa sfera personale. Sono rimasta particolarmente affascinata da questo personaggio, dal suo modo di vedere le cose e da come gli strati che ricoprono accuratamente la sua personalità e il suo stesso essere si rivelino poco a poco.  
Quello che più ho apprezzato però è stato la costruzione stessa della storia. Inizialmente tutto, gli intrecci, le trame, le strategie, sono nascoste, celate ai nostri occhi. Non vi è un narratore onnisciente che ci spiega i retroscena o le cause che hanno condotto un personaggio a quel dato punto. Abbiamo solo un narratore esterno che ci riporta i fatti così come sono, descrivendo solo ciò che vede e mostrandoci, a volte, il punto di vista e i pensieri di un dato personaggio. Questo mi ha permesso di scoprire, passo dopo passo, la reale portata di un disegno più grande presente alla base di tutto. Non posso che ammirare la grande abilità di Le Carré di incastrare insieme minuscoli tasselli, apparentemente disgiunti o privi valore, al fine di fornire al lettore, solo negli ultimi capitoli, un quadro d’insieme perfettamente logico.         
Purtroppo ciò che mi impedisce di assegnare un voto pieno al romanzo è il modo in cui l’autore dà voce al narratore esterno. Spesso mi è capitato di leggere la stessa frase più di un volta perché non riuscivo a capire chi ne fosse il soggetto. I “lui” e i “lei” generici, i cambi improvvisi di punto di vista e il repentino passaggio dell’analisi dei pensieri di un personaggio o di un altro, mi hanno spesso mandata in confusione. La comprensione e il senso generale della frase c’è, non lo posso negare, però mi è mancata la possibilità di cogliere in qualsiasi momento la sottigliezza e le varie sfumature di ogni più piccolo avvenimento e, cosa ancora più importante, la narrazione ne risente perdendo in fluidità e scorrevolezza. La cosa positiva è che questo particolare non è presente sempre. Soprattutto non nelle ultime 60 pagine circa, o forse in questo caso sono solo io che, trasportata dal vortice degli eventi, non l’ho colto.
La spia che venne dal freddo è un libro che ci offre uno spaccato sui (possibili) retroscena del periodo susseguitosi alla seconda guerra mondiale. Quel periodo buio, carico di tensione nervosa, in cui ideologie contrapposte non facevano che fronteggiarsi e scontrarsi tra loro. È un libro che, secondo me, mette in evidenza come il confine tra giusto e sbagliato sia labile, facile preda delle interpretazioni e della soggettività. Tutto ruota intorno alla lotta per il predominio di un’idea, di un’ideologia, di un credo, e sulla convinzione di entrambe le parti di agire per l’ottenimento di un bene superiore. Bene che comporta il sacrificio, il pagamento di un prezzo. Si è disposti a rischiare tutto pur di raggiungere quello scopo. Obiettivo che nella sua grandezza oblitera qualsiasi altra cosa. Il grande a discapito del piccolo. Mondo questo, in cui il valore delle piccole cose è andato completamente perso. Un cambiamento, un punto di svolta, potrà avvenire solo nel momento in cui il protagonista compirà una scelta: rimanere ancorato e invischiato in questo circolo vizioso o aprire gli occhi e imparare così a riconoscere ed apprezzare la bellezza e l’importanza delle piccole cose della vita?

4 "scintille" e mezzo

domenica 7 settembre 2014

Recensione: To All the Boys I’ve Loved Before di Jenny Han

Buona domenica lettori! ;) Passo velocemente di qui giusto il tempo di lasciarvi la recensione di un libro carinissimo che ho letto il mese scorso e scappo di nuovo. Il libro si intitola "To All the Boys I’ve Loved Before" di Jenny Hann. Autrice già nota in Italia per la recente pubblicazione di un'altra sua serie, The Summer trilogy, che sinceramente non mi ha mai ispirata molto e perciò non credo leggerò..  



To All the Boys I've Loved Before #1

Editore: Simon & Schuster Books

Prezzo cartaceo brossura: 9,13 €

Prezzo ebook: 8,67 €

Pagine: 355

Trama: “To All the Boys I’ve Loved Before” è la storia di Lara Jean, che non ha mai ammesso apertamente le sue cotte, ma ha scritto ad ogni ragazzo una lettera su ciò che provava, l’ha sigillata e poi nascosta in una scatola sotto il suo letto. Ma un giorno Lara Jean scopre che in qualche modo le lettere nella sua scatola segreta sono state spedite, portando tutte le sue cotte del passato a confrontarsi con lei per ciò che c’era scritto in ogni lettera: il suo primo bacio, il ragazzo del campo estivo, addirittura l’ex-ragazzo di sua sorella, Josh. Come si trova faccia a faccia con tutti suoi amori del passato, Lara Jane scopre che, nonostante tutto, da queste lettere può venire fuori qualcosa di buono. (tradotta da me)

Il mio pensiero: “To All the Boys I’ve Loved Before” è un libro carinissimo in cui, a causa di uno spiacevole e misterioso imprevisto, la vita di Lara Jean verrà messa totalmente sottosopra.
Veniamo introdotti solo lentamente e in maniera graduale nel vivo della storia. Nei primi capitoli l’autrice ci permette di entrare in confidenza con la protagonista e di conoscere lei e i suoi familiari, introducendo passo passo anche tutti gli altri personaggi. Apprendiamo alcuni particolari del suo passato e si inizia a percepire nell’aria profumo di cambiamenti per il futuro. Cambiamenti legati a doppio filo dall’ormai prossima partenza della sorella maggiore, Margot, per un college in Scozia. La scelta di andare a studiare in un altro continente infatti non riguarderà soltanto la ragazza, ma inevitabilmente si ripercuoterà su tutta la famiglia, e in particolare su Lara Jane.

Quest’ultima ha sempre considerato la sorella maggiore come un punto fisso nella sua vita, un modello da imitare posto però su un gradino superiore e quindi difficile o impossibile da raggiungere o eguagliare. Con la sua partenza molte responsabilità ricadranno sulle sue spalle e questo, unito a tutta un’altra serie di circostanze ed esperienze che vivrà nei mesi successivi, contribuiranno a farla crescere, cambiare e diventare più indipendente. Capirà che essere diversa da Margot non sarà un difetto, ma la semplice espressione della propria personalità e che questo si potrebbe rivelare anche un pregio.
Passati i capitoli introduttivi, la parte divertente (o tragica, se chiedete a Lara Jane XD ) non tarderà ad arrivare e adesso vi spiego perché. Fin da piccola Lara Jane ha preso l’abitudine di raccoglie in una scatola, una cappelliera, regalatale dalla madre tutti i suoi oggetti e ricordi più preziosi, non di valore economico ma affettivo:  campanelle di porcellana, formine per biscotti, nastri ed elastici per capelli e soprattutto lettere d’amore.
«Tengo le mie lettere nella cappelliera verde acqua che mia madre ha comprato per me in un negozio vintage del centro. Non sono lettere che qualcuno ha scritto per me. Non ne ho nessuna così. Queste sono quelle che ho scritto io. Ce n’è una per ogni ragazzo che ho amato, cinque in tutto. 
Quando scrivo, non mi aspetto niente indietro. Scrivo come se lui non la leggerà mai. Perché mai lo farà. Ogni pensiero segreto, ogni attenta osservazione, ogni cosa che ho messo da parte dentro di me, tutto questo lo metto nella lettera. Quando ho fatto, la sigillo, ci scrivo l’indirizzo e poi la metto nella mia cappelliera. Non sono lettere d’amore in senso stretto. Le mie lettere sono per quando non sono più innamorata. Sono per dire addio. Perché dopo che ho scritto la mia lettera, non sono più consumata da quell’amore che tutto consuma.»
Idea carina, vero? Peccato che un giorno Lara Jean si renda conto che la cappelliera sia scomparsa e con essa anche tutte le sue lettere. Quindi pensate, dove potrebbero essere finite? Ovviamente dritte dritte nella buca delle lettere e poi recapitate dal postino sulla soglia di casa di ogni ragazzo a cui erano destinate, ma che in realtà non avrebbero mai dovuto leggere. Da questo punto in poi assistiamo ad un grande carosello di eventi, equivoci, incontri e scontri senza fine. Non mancheranno situazioni imbarazzanti, altre esilaranti o altre molto dolci. Vecchi sentimenti ritenuti sopiti ormai da tempo verranno risvegliati e riportati alla luce, mentre altri nasceranno per la prima volta o si spegneranno del tutto.

I personaggi sono tutti ben caratterizzati e ho apprezzato molto il fatto che l’autrice li abbia delineati in maniera graduale, capitolo dopo capitolo, praticamente allo stesso tempo in cui ne approfondiva la conoscenza la nostra protagonista. Ad uno di questi ragazzi mi sono particolarmente affezionata e fino all’ultimo non ho mai smesso di fare il tifo per lui e “forse”, alla fine, il mio desiderio è stato esaudito. Dico “forse” perché non vi è una conclusione netta, precisa, ma un finale lasciato un po’ in sospeso, alla fantasia del lettore, e non posso negare che questo mi avesse irritata parecchio. Fortunatamente poi ho scoperto che “To All the Boys I’ve Loved Before” è il primo libro di una serie e adesso, dopo essermi tranquillizzata, muoio letteralmente dalla voglia di scoprire cosa succederà nel seguito ;)

4 "scintille" -

venerdì 5 settembre 2014

Make your Dreamcast #9 (Il trono di ghiaccio: Celaena)

È una rubrica mensile ideata da me. È prevista la pubblicazione di quattro post, uno a settimana. I primi tre saranno dedicati a tre dei personaggi principali di un libro da me scelto. Comprenderanno: una loro presentazione, le immagini di alcuni personaggi famosi che per il loro aspetto a mio giudizio potrebbero interpretare quel dato ruolo in un ipotetico film, e per finire un sondaggio che starà a voi compilare in base al vostro grado di preferenza per le varie persone famose citate. Nel quarto e ultimo post invece potrete trovare la classifica definitiva con i volti degli attori che hanno ricevuto più voti.

Con il primo venerdì di settembre ecco che arriva anche il primo appuntamento del mese con Make your Dreamcast dedicato ad un nuovo libro! Stavolta la mia scelta è stata decisamente semplice, quasi inevitabile. Ho ri-letto questo primo libro della serie un paio di settimane fa, per prepararmi e rinfrescarmi la memoria prima di tuffarmi sul seguito, e, avendoli amati tantissimo entrambi, non ho potuto fare a meno di utilizzare i loro personaggi per la rubrica. Il libra a cui mi riferisco non può che essere "Il trono di ghiaccio" di Sarah J. Maas, di cui martedì ho pubblicato anche la recensione qui. Il primo personaggio che affronteremo sarà Celaena, la sua incredibile protagonista :)

LIBRO:
Titolo: Il trono di ghiaccio
Autore: Sarah J. Maas
Serie: Throne of Glass #1
Editore: Mondadori (collana Chrysalide)
Prezzo: 17,00 €
Pagine: 461

Trama: Nessuno esce vivo dalle miniere di Endovier. Celaena, la migliore assassina nel regno di Adarlan, è lì rinchiusa da un anno e quando le offrono la possibilità di diventare sicario di corte, non esita neppure un istante ad accettare. Ma la lotta è appena all'inizio: Celaena deve affrontare ventitré contendenti. Se vincerà, diventerà la paladina del re e dopo quattro anni di servizio sarà libera. Il Principe Ereditario è il suo maggiore alleato. Il Capitano delie Guardie la protegge. Entrambi la amano. Ma l'amore e il talento non bastano per vincere. Nel castello un pericolo insidioso è in agguato, e ben presto Celaena capisce che le persone di cui fidarsi sono sempre meno...


IDENTIKIT PERSONAGGIO:
Nome: Celaena Sardothien
Età: 18 anni
Occhi: azzurri
Capelli: lunghi e biondi

DIRETTAMENTE DALLE PAGINE DEL LIBRO:
Visti di sfuggita, si poteva pensare che i suoi occhi fossero azzurri o grigi, talvolta anche verdi, a seconda del colore dell’abbigliamento. Ma a uno sguardo più ravvicinato quella strana combinazione di tonalità era bilanciata dall’oro che circondava la pupilla.  A catturare l’attenzione, tuttavia, erano soprattutto i suoi capelli biondi che mantenevano un barlume di splendore, nonostante tutto. In altre parole, Celaena Sardothien aveva avuto in dono una serie di affascinanti qualità che ben compensavano altri tratti della sua persona e, fin dalla prima adolescenza, aveva scoperto che con l’ausilio dei cosmetici anche i suoi punti deboli potevano essere valorizzati.
Era ancora vestita e, nonostante la sua bellezza, la potenziale assassina che si celava dietro quella facciata riusciva comunque a trapelare. Si intuiva dalla mascella forte, nella curva delle sopracciglia, nell’immobilità assoluta della sua figura. Era una lama tagliente, forgiata da Re degli Assassini a proprio vantaggio. Un animale addormentato, una lince rossa o un drago, i suoi segni di forza erano visibili ovunque. 
CANDIDATI:
Appena ho visto questa immagine dell’attrice statunitense “Amber Heard” ho notato una cosa che mi ha subito fatto dire: “sì, questa potrebbe benissimo essere Celaena”. A cosa mi riferisco?! Al colore degli occhi! Sono della sua stessa identica sfumatura: azzurri/verdi contornati da un cerchietto d’oro. Probabilmente dall’immagine qua sotto non si vede bene, ma provate ad ingrandire lo schermo o a cercare qualche sua foto su google e ve ne accorgerete anche voi J. Il secondo volto è saltato fuori più di una volta durante il mio girovagare e non ci ho messo molto per decidermi a sceglierlo come candidato, ma quando ho scoperto chi era per poco non cadevo dalla sedia! Ero talmente abituata a vederla mora che non l’avevo neanche riconosciuta! Si tratta di “Emilie de Ravin”, nota sopratutto per aver recitato in Once Upon a Time e credetemi, vedendola in una foto in cui è mora non mi passerebbe neanche per l’anticamera del cervello di paragonarla alla nostra Assassina di Adarlan. Ma qui. In questa foto (o in altre 10mila in cui è bionda, ero davvero indecisa su quale inserire!). Così bionda e così giovane (i capelli scuri per me la fanno apparire mooolto più grande) assomiglia tantissimo a Celaena. Per finire, l’ultima candidata che vi presento è la cantante e attrice “Julianne Hough”, che mi ha convinta grazie alla sua mascella forte e allo sguardo furbo.

A. Amber Heard     B. Emilie de Ravin     C. Julianne Hough

SONDAGGIO:
Adesso è il vostro turno! Che si aprano le danze ;D

surveys & polls

Le votazioni rimarranno aperte fino all’ultimo venerdì del mese, ovvero il 26 settembre. Per oggi è tutto e adesso scappo perché sono in ritardassimo, ma vi do appuntamento a venerdì prossimo con un nuovo personaggio  J

giovedì 4 settembre 2014

The Very Inspiring Blogger Award!

Giorno gente! Finalmente sono riuscita a ritagliarmi un po' di tempo per rispondere alle domande presenti in un tag-premio che mi hanno assegnato Clarke, Giada e Silbi. Grazie ancora ragazze ;D
Dopo essermi "spremuta per bene le meningi" ecco il risultato XD 

Le regole sono:
-Ringraziare la persona che ti ha nominato.
-Elencare le regole e visualizzare il premio.
-Condividere 7 fatti su di te.
-Nominare altri 15 blog e lasciare un commento per fargli sapere che sono stati nominati.
-Mostrare il logo del premio sul tuo blog e seguire il/la blogger che ti ha nominato.


v   Mm..da dove partire? Taglio la testa al toro e inizio subito dalle manie e cose strane di me ;) Avete presente le carte fedeltà dei negozi, quelle per raccogliere i punti? Beh, diciamo che ho una piccolissima fissa per queste adorabili cartine. Voi ditemi un negozio/libreria/pizzeria o qualsiasi-altra-cosa-che-emetta-carte-del-genere e la troverete nella mia borsa (pensate che l’ultima che ho fatto è quella del treno, sì esiste anche quella). Le prendo ma il più delle volte rimangono inutilizzate. Diciamo che più che altro le colleziono. Pensate che una mia amica a Natale mi ha addirittura regalato uno di quei cosa porta tessere con l’elastico e tantissime bustine in cui inserirle, perché  il mio portafoglio non si chiudeva più, poverino..chissà perché?!

v   Sono figlia unica ma da piccola ho passato un periodo in cui volevo a tutti i costi un fratello (maschio) e non smettevo mai di ripeterlo ai miei. E fin qui tutto torna, giusto? Beh, l’altra parte della richiesta però era che volevo un “fratello. Maschio. Più grande di me.” Oppure, se proprio non si poteva, un “fratello che fosse mio gemello, così avremmo avuto il compleanno nello stesso giorno”. I miei mi dicevano che ormai non era più possibile e io ci rimanevo male e nel frattempo continuavo con i miei tentativi di persuasione. Credetemi, non ero una ragazzina che demordeva tanto facilmente. Mia madre ha ancora gli incubi al ricordo!

v   Odio fare il cambio di stagione. O meglio, una volta iniziato mi diverto un sacco e sposto vestiti a destra e a manca alla velocità della luce, ma… il problema sorge quando non arriva l’ispirazione per cominciare! Lo so, è vergognoso dirlo, ma nel mio armadio attualmente ci sono ancora i vestiti invernali dell’anno scorso che non ho mai messo via. Però il lato positivo è che questa volta non devo preoccuparmi di fare il cambio di stagione! È già fatto XD Cerco di auto-convincermi da sola…

v   Quando ero piccola nel mio futuro mi vedevo alle prese con uno di questi tre mestieri, o con tutti e tre contemporaneamente: l’inventrice (avevo ideato il progetto base di una macchina volante da sviluppare nei dettagli una volta cresciuta); la chimica esperta in pozioni magiche anti-ladro (ehi, ero pur sempre una bambina!); e per finire l’agente segreto poliglotta ed esperto in arti marziali (questo punto l’ho realizzato solo a metà: ho studiato karate e alle superiori ho frequentato un linguistico).

v   Non ho film preferiti. Ho solo film che non mi stanco mai di guardare anche se l’ultima volta che li ho visti è stato il giorno prima. Gli incriminati sono principalmente due: “La mummia” e “Robin Hood – Principe dei ladri” del 1991 con Kavin Costner. Ho davvero perso il conto del numero di volte che li ho visti!

v   Non sono una persona abitudinaria. Per capirlo vi basterebbe chiedermi una volta al mese cosa mangio a colazione. Ogni volta vi darò una risposta diversa.

v   Avrei sempre voluto prendere lezioni di tiro con l’arco. Al solo pensiero mi prudono le mani dalla voglia di stringere un arco e una freccia tra le dita. Due anni fa provai qualche tiro ad una festa romana in costume e riuscii a fare centro (ovviamente non al primo colpo, né tanto meno un centro netto) e da allora aspetto il momento giusto (e trovare il tempo libero!) per iniziare =). 


Ora, in base alle regole, dovrei assegnare il premio ad altri 15 blog, ma come al solito arrivo tardi e la
maggior parte di voi ha già ricevuto la nomination. Quindi..mi limiterò a citarne solo alcuni, solo quelli che, se
non ricordo male, non hanno già pubblicato il post (però ritenetevi tutti taggati!) J

Veronica – She was in wonderland
Ronnie – On the Read (che è tornata a farci compagnia nella blogsfera proprio in questi giorni)





mercoledì 3 settembre 2014

Wonderful Quotes # 8 (Quello che c'è tra noi)

È una rubrica ideata da me, a cadenza settimanale, in cui vi propongo alcune citazioni che più mi sono piaciute di un libro che ho particolarmente amato.

Buon pomeriggio carissimi! Dopo un'intensa mattinata di studio eccomi qua a condividere con voi alcune citazioni di uno dei due libri ho ho attualmente in lettura: Quello che c'è tra noi di Huntley Fitzpatrick. Vi ho parlato brevemente di questo libro proprio domenica scorsa (qui) nella rubrica delle entrate del mese. Nonostante non l'abbia ancora finito (sono circa a metà) non ho saputo resistere alla tentazione e ho pensato di lasciarvi comunque alcune delle citazioni più carine o divertenti che ho incontrato finora ;D 
Qualcuno di voi lo ha già letto, oppure queste frasi vi invogliano a farlo ora? Ditemi tutto ;)


Scheda libro qui
Mentre Jase porta in casa una sfilza interminabile di buste, la signora Garrett mi parla del più e del meno come se ci conoscessimo da sempre. È molto strano essere lì in cucina con una donna che per dieci anni ho osservato da lontano. È come ritrovarsi in ascensore con una celebrità. Mi trattengo a stento dal dire: "Sono una sua grande fan".
Tim deve avere ancora il cellulare di Nan, perché quando la chiamo mi risponde una voce che dice: «Ascolta Heidi, è meglio se non ci vediamo più». «Ehi, sono Samantha. Dov’è Nan?» «Oh, Cristo. Lo sai che non siamo gemelli siamesi, vero? Perché me lo chiedi ogni volta?» «Oh, non lo so, forse perché quando chiamo lei rispondi tu?» 
Harry […] mi scruta con aria di sfida. «Sai tuffarti all’indietro?» «Be’, sì.» «Mi insegni? Adesso?» La signora Garrett lo interrompe. «Harry, ne abbiamo parlato. Samantha non può portarti nella piscina grande, perché deve tenere d’occhio i tuoi fratelli.» Harry fa il broncio. «Può mettere Patsy nel marsupio come fai tu ed entrare in acqua con me. Può tenere George per mano. Sa nuotare bene, con i braccioli.» La signora Garrett mi guarda con aria contrita. «I miei figli si aspettano il multitasking estremo da tutti gli adulti. Harry no. O questa piscina o niente.» «Ma ora so nuotare. So nuotare benissimo. E lei sa tuffarsi all’indietro. Può insegnarmi i tuffi all’indietro.» Con la bambina in braccio e George per mano? Neanche fossi davvero Sailor Moon. 

martedì 2 settembre 2014

Recensione: "Il trono di ghiaccio" di Sarah J. Maas

Buongiorno gente! Alla fine è arrivato anche settembre alla fine e proprio ieri ho iniziato nuovamente con il solito tran tran della vita quotidiana. Eh sì, biblioteca, d'ora in poi passeremo di nuovo delle luuunghe giornate insieme..povera me..=S
Bene, ora però volevo inaugurare il mese con la recensione di un bel fantasy che ho riletto giusto la settimana scorsa per prepararmi alla lettura del suo fantastico seguito (seguito che ho adorato tantissimo, decisamente molto più del primo). Il libro di cui parlo è "Il trono di ghiaccio" di Sarah J, Maas.
Ps. tenete presente, mentre leggete, che ho scritto questa recensione a caldo prima di passare a "La corona di mezzanotte". :)

Throne of Glass #1
Editore: Mondadori (collana Chrysalide)
Prezzo cartaceo: 17,00 €
Prezzo ebook: 9,99 €
Pagine: 461

Trama: Nessuno esce vivo dalle miniere di Endovier. Celaena, la migliore assassina nel regno di Adarlan, è lì rinchiusa da un anno e quando le offrono la possibilità di diventare sicario di corte, non esita neppure un istante ad accettare. Ma la lotta è appena all'inizio: Celaena deve affrontare ventitré contendenti. Se vincerà, diventerà la paladina del re e dopo quattro anni di servizio sarà libera. Il Principe Ereditario è il suo maggiore alleato. Il Capitano delie Guardie la protegge. Entrambi la amano. Ma l'amore e il talento non bastano per vincere. Nel castello un pericolo insidioso è in agguato, e ben presto Celaena capisce che le persone di cui fidarsi sono sempre meno...

Il mio pensiero: Il trono di Ghiaccio, primo libro dell’omonima serie, mi è piaciuto molto ma non tanto quanto le novelle che lo precedono (almeno le ultime due, che ho trovato fantastiche). Basandomi sulle storie precedenti, sinceramente, mi aspettavo di trovare più azione fra queste pagine. Ovviamente essa non manca, ma non c'è n'è tanta quanto immaginavo. Soprattutto, però, ho sentito moltissimo la mancanza di un personaggio in particolare e nonostante tutte le new entry non riesco a togliermi dalla mente che quella data persona non possa essere eguagliata da nessun’altro. Questo perlomeno è ciò che penso giunta alla fine del primo libro, quando leggerò i seguiti chissà, magari mi ricrederò ;)
Il trono di Ghiaccio è un fantasy ambientato in una terra lontana nel tempo e nello spazio. Una terra composta da diversi regni, molti dei quali con il tempo sono andati in rovina e assoggettati al volere di un unico sovrano, il re di Adarlan. Egli, spietato e implacabile, ha imposto il suo dominio quasi ovunque, represso le vecchie e le nuove ribellioni nel sangue e scacciato la magia e tutte le creature incantate lontano dai suoi confini. Il libro si apre mostrandoci uno spaccato della brutalità di questo famigerato sovrano. Il primo luogo che conosciamo di questo regno sono le miniere di sale di Endovier, uno dei due (peggiori) campi di lavoro in cui vengono relegati tutti i criminali, o più semplicemente tutti coloro che contrastano il volere del re, quindi anche gli innocenti. Difficile, anzi, impossibile sopravvivere per più di un paio di mesi alla desolazione, agli stenti e alle tremende fatiche e angherie a cui gli schiavi vengono sottoposti al campo, ma qualcuno ce l’ha fatta. Qualcuno che dopo un anno trascorso in quell’inferno è ancora vivo: Celaena Sardothien. E l’impensabile sta per avvenire: sta per essere liberata dal campo dal principe ereditario in persona, Dorian Havilliard.

Ma chi è la diciottenne Celaena? Ovviamente non una semplice ragazza, una nobildonna o un appartenente alla corte reale. No, lei è un’assassina. Addestrata fin dalla più tenera età dal re degli assassini in persona, uomo a capo di una potente gilda, congrega, di abili, letali e raffinati assassini, per diventare una di loro, la migliore di tutti. Ovviamente tutto ha un prezzo e la sua liberazione dalle miniere non è avvenuta certo per nobiltà di cuore. Ella è stata scelta dal principe per diventare la sua paladina nel torneo indetto dal padre, che proclamerà vincitore colui che riuscirà a sconfiggere, in tutta una serie di prove fisiche e di destrezza, altri 23 concorrenti. Il vincitore avrà così “l’onore” di diventare “il Paladino del re”, un termine più sofisticato per indicare l'assassino alle dirette dipendenze del re. O accettava l’offerta del principe oppure restava alle miniere, andando incontro a morte certa. Scambiare un certo tipo di schiavitù per un altro non sarebbe certo la scelta migliore, ma quando, dopo un certo numero di anni in cui assolvere l’incarico di assassina del re, ti viene promessa la libertà, come si fa a rifiutare? Non si può, e questo la nostra protagonista lo sa.
Sfide, lotte, intrighi, balli a corte, abiti bellissimi e colorati, forze malvagie in agguato dietro gli angoli più oscuri del castello, diventeranno la sua quotidianità per i mesi successivi, e tra flirt con il bel principe e duri allenamenti con l’imbronciato e sempre sull’attenti Chaol, capitano della guardia reale, Celeana si preparerà per vincere la sfida più grande. Quella per la sua libertà. 

4 "scintille"