giovedì 11 febbraio 2016

Recensione: "Mi sono innamorata del mio migliore amico" di Kirsty Moseley

Buongiorno ragazzi! Che gioia, è da martedì che ho mal di gola forte, tosse e febbre, e la prossima settimana ho un esame! Ieri non sono nemmeno riuscita a studiare un fico secco!!! In compenso però ho iniziato la serie tv The Shannara Chronicles! E la trovo fantastica (piace addirittura a mio padre!). Non ho letto i libri ma da quello che ho visto lì mi sembra fatta molto bene. Le scenografie sono meravigliose e anche la storia mi piace molto. E poi c'è anche Slade Wilson (di Arrow) che fa la parte del Druido buono. Adoro quell'attore! Voi la seguite? Io sono arrivata alla 4° puntata, oggi vedrò sicuramente la 5°. 
Ma torniamo al blog. Oggi vi lascio la recensione di una delle letture più deludenti dell'anno scorso. Ho letto questo libro ad ottobre/novembre, e mi ero dimenticata di avere la recensione quasi finita nel pc. "Mi sono innamorata del mio migliore amico" di Kirsty Moseley

Best Friend #1
Editore: Newton Compton
Prezzo cartaceo: 9,90 €
Prezzo ebook: 4,99 €
Pagine: 443

Trama: Riley Tanner ha un amico speciale, il migliore che una ragazza possa desiderare. Clayton Preston le dà molto sostegno, è leale, onesto, affidabile, gentile e pieno di attenzioni. È anche il ragazzo più ambito di tutta la scuola, ma loro due hanno sempre avuto un rapporto diretto e molto affettuoso, di pura amicizia, senza complicazioni amorose. Dopo che Riley è stata via un mese per una vacanza, però, le cose fra loro sembrano essere cambiate e la situazione si sta facendo sempre più strana. Lei comincia a guardarlo in modo diverso, non come dovrebbe fare una semplice amica. E come se non bastasse, a complicare ulteriormente il loro rapporto ci si è messo pure il nemico numero uno di Clayton: un rivale che negli ultimi tempi si sta interessando molto a Riley...

Il mio pensiero: Mi ero completamente dimenticata di questo libro! Ho ritrovato la bozza della recensione nel pc e leggendo i miei appunti al vetriolo mi sono detta: “perché non finirla e vedere cosa ne  pensano gli altri di questa storia?”. Lo lessi alcuni mesi fa e all’inizio mi piaceva molto, principalmente l’idea di base, ma capitolo dopo capitolo la mia voglia di leggerlo è scesa sempre più, il livello di stucchevolezza è iniziato a salire vertiginosamente e l’occhio a ballare in maniera incontrollata, unito ad un tic nervoso del piede che ha quasi creato un buco nel pavimento. Morale della favola? L’ho abbandonato a circa metà. Non ho avuto la forza di finirlo.
L’idea di base era davvero buona. Due amici di infanzia che lentamente si accorgono di provare l’uno per l’altra un sentimento così forte come l’amore, ma che hanno paura di osare e rivelarlo all’altro temendo di perdere il bellissimo rapporto che hanno costruito negli anni, è davvero un ottimo punto di partenza per una storia. A non essermi piaciuto è il modo in cui l’autrice ha sviluppato il loro rapporto dopo. Alla fine sono già amici, sanno tutto l’una dell’altro e si completano a vicenda. Nel momento in cui questo viene fuori (e avviene relativamente presto nel racconto) le cose iniziano a farsi davvero troppo smielate per i miei gusti. Ho perso il conto delle volte in cui ho letto la frase :”Ti amo” “No, io ti amo di più” oppure “Non ti merito, non pensavo di piacerti, ma come è possibile?”. Perché farli diventare appiccicosi come la colla e scambiare i loro neuroni esclusivamente con degli ormoni impazziti?! Sembra che non abbiamo in mente altro che il sesso. Avete passato anni insieme e altri ne avrete. Ma che furia avete? Se non si baciano ogni cinque minuti sembra che stiano per morire.
Oltre a questo si aggiunge anche un eccessivo livello di testosterone. Di quello di genere neandertaliano, per di più! Della serie “Guai-a-te-se-la-tocchi/guardi/le-parli-o-anche-solo-ti-avvicini-perché-ti-spezzo-le-ossa-e-ci-faccio-polpette”. Oppure “Tu-sei-mia” o “Devo-marcare-il-territorio” (se un ragazzo osasse anche solo dirmi una frase di questo genere  lo farei a fette! Non sono mica un cane?!). Ma dai! Dove siamo finiti? Ci mancava solo la clava.
Per quanto riguarda i personaggi salvo… nessuno. Mm.. magari per la parte iniziale Clay, il migliore amico/nuovo ragazzo. Ben caratterizzato, con la testa sulle spalle e davvero carino.. mi è piaciuto fino al momento in cui non ha perso la testa pure lui ed ha iniziato a prendere una decisione più stupida dietro l’altra. Riley , la protagonista invece non mi è piaciuta neanche un po’. No, no. Petulante, infantile e senza capacità di pensiero razione. Inoltre se mi avessero dato un centesimo per ogni lacrima che questa ragazza ha versato a quest’ora sarei più ricca di Paperon De Paperoni! Per la miseria! E tira fuori un po’ di carattere per una volta! Sarà che io non sono per niente il genere di ragazza che piange ad ogni occasione, ma non è umanamente possibile versare tutte quelle lacrime! Ad un certo punto è bene che uno si rimbocchi le maniche e le affronti a testa alta le situazioni.
Non mi è piaciuto poi l’espediente che l’autrice ha usato per impedire che i due vivessero il loro idillio indisturbati: ha fatto sì che un personaggio terzo diventasse il cattivo della situazione e si mettesse in mezzo. Un ragazzo brutto e cattivo ma che all’inizio sembra tanto dolce e buono come il pane che dopo un rifiuto diventa violento e possessivo. Ma siamo fuori di testa? Primo: quella scema neanche doveva uscirci con lui. Lo ha fatto solo perché “era un gran figo” (sue testuali parole, non mie) e perché magari così poteva riuscir a non pensare più al suo miglior amico in termini che non fossero consoni allo status di amico. Secondo: tu autrice. Gli vuoi proprio male a questo ragazzo, vero?? Prima lo fai apparire come un tipo dal passato difficile e problematico, e poi come uno dal raptus quasi omicida spuntato fuori così dal nulla?! Poveretto.
Ma ben peggiori ho trovato alcuni dei messaggi che la storia passa. Uno che mi ha irritato in particolare è nel rapporto genitori-figli. Un esempio è quando il padre (anche se non è padre biologico ma colui che l’ha cresciuta, e quindi sempre padre è), le dà un sacco di soldi da poter spendere alle slot machine nei casinò di Las Vegas, dicendole: “Divertiti e non dirlo alla mamma!”. Vi avevo già detto che la tipa ha 17 anni?!?
In conclusione direi che con questo libro la Mosely non mi ha per niente convinta. L’altro suo libro che avevo letto, ["Il ragazzo che entrò dalla finestra e si infilò nel mio letto", recensione QUI] anche se di difetti ne aveva, compresi alcuni messaggi contraddittori su temi particolarmente delicati, aveva un suo certo fascino ed era una lettura abbastanza carina giusto per passare qualche ora. Questo invece è stato solo una perdita di tempo ed inchiostro.

1 cristallo

4 commenti:

  1. Ciao! Concordo assolutamente, anch'io ho detestato questo libro e non ci ho trovato neanche un pregio! Troppe tematiche importanti buttate a caso, eventi davvero poco credibili ed eccessivi...

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    1. Che bello che non sono l'unica ad aver avuto queste impressioni!!! L'altro libro non era perfetto, per carità, ma non era così pessimo! Di questo non sono riuscita a trovare nemmeno il pregio più piccolo :(

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  2. io dopo Il ragazzo che entrò ecc. non l'ho neanche preso in considerazione. Non fa per me

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    1. Se non ti era piaciuto un minimo nemmeno l'altro allora questo fai ancora meglio a lasciarlo perdere... Tremendo...

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