Buon pomeriggio a tutti :) Prima di scappare nuovamente a studiare paleopatologia, vi lascio ad un'altra delle mooolte recensioni in arretrato che dovrò scrivere e pubblicare nei prossimi giorni. "Silver" di Kerstin Gier, primo capitolo della trilogia dei sogni.
Silber #1
Editore: Corbaccio
Prezzo cartaceo: 9,90 €
Prezzo ebook: 6,99 €
Pagine: 323
Trama: Porte con maniglie a forma di lucertola che si spalancano su luoghi misteriosi, statue che parlano, una bambinaia impazzita che si aggira con una scure in mano... I sogni di Liv Silver negli ultimi tempi sono piuttosto agitati. Soprattutto quello in cui si ritrova di notte in un cimitero a spiare quattro ragazzi impegnati in una inquietante cerimonia esoterica. E questi tipi hanno un legame con la vita vera di Liv, perché Grayson e i suoi amici sono reali: frequentano la stessa scuola, da quando Liv si è trasferita a Londra. Anzi, per dirla tutta, Grayson è il figlio del nuovo compagno della mamma di Liv, praticamente un fratellastro. Meno male che sono tutti abbastanza simpatici. Ma la cosa inquietante - persino più inquietante di un cimitero di notte - è che loro sanno delle cose su Liv che lei non ha mai rivelato, cose che accadono solo nei suoi sogni. Come ciò possa avvenire resta un mistero, esattamente il genere di mistero davanti al quale Liv non sa resistere...
Il mio
pensiero: Alcune settimane fa ho riletto “Silver”, primo capitolo della
trilogia dei sogni, per prepararmi alla lettura dei seguiti, uno dei quali si
trovava nella mia libreria già da diversi mesi, mentre l’altro è uscito da
pochissimo. Ho anche approfittato della rilettura per portare finalmente a
termine la recensione che avevo iniziato a scrivere l’anno scorso ma poi
abbandonato a se stessa nelle infinite cartelle del pc, per
non-ricordo-quale-motivo. Vediamo di riorganizzare le idee.
La prima cosa che devo dire è che questo non è il
primo libro di questa autrice che leggo. Anni fa lessi la trilogia delle gemme
e la amai follemente. Red, il primo capitolo, mi era piaciuto ma non mi aveva convinta
del tutto perché, nonostante le ottime basi, lo avevo trovato molto
introduttivo e piuttosto generale. Con i seguiti però la Gier era riuscita a
conquistarmi completamente. Tempo fa lessi anche “In verità è meglio mentire” e
lo avevo trovato carino anche se con un finale un po’ affrettato. E adesso
eccomi qui a parlarvi della trilogia dei sogni. Nuovo progetto della Gier
incentrato sul mondo onirico e sulle avventure di un gruppo di ragazzi alle
prese con i problemi della vita quotidiana uniti a strani eventi su cui
investigare, infiniti enigmi e tanto mistero.
L’idea di base mi è piaciuta molto. Poter essere cosciente
durante i nostri sogni e dirigere gli eventi secondo la nostra fantasia e
volontà è una teoria davvero incredibile e allentante. E se a questo uniamo il
fatto che il nostro mondo dei sogni possa unirsi a quello di qualsiasi altra
persona, oltrepassando semplicemente (ok, non poi così tanto semplicemente) una
porta, davanti a noi si spalanca un mare di infinite possibilità. Intorno a
questo tema l’autrice ha tessuto una storia ricca di intrighi, in cui la protagonista,
Liv, dalla personalità estremamente curiosa e battagliera, cerca di districarsi
e trovare una spiegazione a tutte le stranezze che sembrano circondarla fin dal
momento in cui mette piede a Londra e dà inizio ad una nuova tappa della sua
vita.
Liv si trasferisce infatti in questa città insieme
alla sua sorellina, Mia, e alla loro tata, per seguire la mamma che ha trovato
un nuovo lavoro come insegnante in una università della zona. Girare il mondo
di città in città e di continente in continente, sembra essere la filosofia
della famiglia della ragazza, in quanto fin da piccola non ha fatto altro che
traslocare e cambiare senza sosta scuola ed amici. Forse però Londra potrebbe
rivelarsi la tappa finale del suo lungo peregrinare, dal momento che la mamma
sembra aver finalmente trovato, proprio qui, la sua dolce metà… con famiglia
annessa.
Dei libri della Gier amo particolarmente il suo
stile, le numerose scenette divertenti che crea e soprattutto la grande ironia con
cui condisce le sue storie. Questo elemento è presente anche in “Silver” e vi
assicuro che le risate non sono mancate.
I personaggi presenti sono
moltissimi, anzi, forse persino troppi, e questo ha reso difficile approfondire
tutti. Le migliori caratterizzazioni sono quindi quella di Liv e quelle
relative ai membri della sua famiglia. In particolare ho adorato la sorellina.
Mia è una ragazzina tutta pepe, capace di dire la cosa più pungente con un
sorrisetto da angioletto stampato sulle labbra. Anche lei adora i misteri e non
riesce a fare a meno di cercare di svelarli ed intromettersi. Questo è ciò che
ha in comune con Liv: la passione per le cose nascoste, per i segreti e una grande
curiosità.
In questo primo capitolo, però, esattamente come
successe per Red, molto rimane allo stato superficiale. Sia sul piano dei
personaggi che su quello della storia. Veniamo introdotti lentamente in questo
mondo e alla fine del libro restiamo con moltissime domande in sospeso. Teorie,
dubbi e domande si affollano nella mente di Liv e in quella del lettore e spero
davvero che tutto troverà la giusta risposta nei seguiti.
Altre cose che non mi hanno convinto sono state la fantomatica
Secrecy, che mi ha dato solo un forte déjà vu con la Gossip Girl dell’omonimo telefilm, e il risvolto romance del
racconto. Questo soprattutto non mi ha convinta per niente e anche adesso non
posso fare a meno di chiedermi se questa sensazione sia dovuta semplicemente
alla mia più che lampante preferenza verso un altro personaggio (che inizia per
G.. e finisce per ..rayson) unita alla mia insofferenza per l’altro, che trovo
troppo sfuggente falso, o se sia il mio sesto senso a farmi credere così. Fatto
sta che non sono convinta che le cose rimarranno tali su questo piano e spero
proprio che il mio fiuto non sbagli perché vorrei davvero tanto che la storia
prendesse una piega diversa.

3 cristalli e mezzo/ 4 cristalli -

