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giovedì 1 dicembre 2016

Recensione: "Shadowhunters. Città del fuoco celeste" di Cassandra Clare

Buondì :) Mentre io sfrutto gli ultimi sgoccioli di tempo disponibile per studiare, voi potrete leggere invece una delle recensioni che ho scritto questa estate su "Shadowhunters. Città del fuoco celeste" di Cassandra Clare, l'ultimo capitolo della serie The Mortal Instrumets.
[Recensioni serie TMI 1 | 2 e 3 |4 e serie TID 1 | 2 | 3 ]
P.s. Come al solito recensione SPOILER FREE

The Mortal Instruments #6
Editore: Mondadori (collana Crysalide)
Prezzo rilegato: 17,00 €
Prezzo brossura: 13,00 €
Prezzo ebook: 7,99 €
Pagine: 734

Trama: Erchomai, ha detto Sebastian. Sto arrivando. E ancora una volta sul mondo degli Shadowhunters cala l’oscurità. Mentre tutto intorno a loro cade a pezzi, Clary, Jace e Simon devono unirsi con tutti quelli che stanno dalla stessa parte, per combattere il più grande pericolo che la società dei Nephilim abbia mai affrontato: Sebastian, il fratello di Clary. Il traditore, colui che ha scelto il male. Nulla, in questo mondo, può sconfiggerlo, e i tre – uniti da un legame profondo e indissolubile – sono costretti a cercare un altro mondo dove l’estremo scontro abbia una speranza di vittoria. Il mondo dei demoni. Ma il prezzo da pagare sarà altissimo. Molte vite saranno perdute per sempre, e l’amore sarà sacrificato per un bene più grande: scongiurare la distruzione definitiva di un mondo che non sarà mai più lo stesso. Perché la fine degli Shadowhunters è anche il loro inizio.

Il mio pensiero: Avrei talmente tante cose da dire su questo libro che non so nemmeno da dove cominciare! Innanzitutto penso sia opportuno fare una piccola premessa. Ho conosciuto il mondo degli Shadowhunters solo nel 2011 grazie a “L’angelo”, il primo capitolo della trilogia de Le Origini, e me ne innamorai perdutamente (Will..per sempre nel cuore!) e poi da lì sono passata alla serie principale ambientata nella New York dei giorni nostri. Nonostante la prima parte della serie TMI mi sia piaciuta moltissimo, Le origini resteranno per sempre su un altro livello, su un gradino superiore. La perfezione assoluta, una storia incredibile, con personaggi meravigliosi (uno a caso… Will), che hanno saputo conquistarmi in modo totalizzante e trasportarmi completamente nel vortice delle loro avventure, condividendo con loro gioie e dolori. Una serie meravigliosa, anche se ogni volta che penso al suo epilogo le lacrime non fanno che tornare a scendere copiose, esattamente come la prima volta che lo lessi. L’inizio della seconda parte di TMI, avvenuto con “Città degli angeli caduti” invece mi aveva delusa moltissimo. Niente di paragonabile alle due serie precedenti. Con la rilettura, però, sono arrivata ad apprezzare di più quel libro, anche se la mia convinzione che le altre serie fossero migliori restava inalterata. Questa estate ho finalmente letto anche i due libri conclusivi della serie, che non avevo ancora avuto il coraggio di leggere per paura di una cocente delusione. Su “Città delle anime perse” non ho scritto una recensione, ma, anche se l’ho trovato un po’ lento e non è riuscito a catturarmi completamente, mi è piaciuto più del precedente. I continui rimandi alla serie TID, anche se bellissimi, non avevano fatto altro che chiudermi il cuore in una morsa, rendendolo ancora più pesante, e questo in parte aveva contribuito a farmi rimandare di altri mesi la conclusione della serie.
Bene, detto questo potete capire quanta paura avessi di “Città del Fuoco Celeste”, ma già dai primi capitoli ho dovuto ricredermi. Questo libro è riuscito davvero a sorprendermi! Bello corposo (con 700 e passa pagine), ma anche molto, molto scorrevole e per questo sono riuscita a divorarlo in pochissimi giorni. Intenso, ricco di avvenimenti e con molti colpi di scena, che sono stati capaci di ribaltare completamente tantissime situazioni in maniera davvero inaspettata. Ovviamente non mi smuovo di una virgola dalla mia affermazione che Le Origini siano migliori, ma anche questo libro ha saputo essere esplosivo, intenso e davvero coinvolgente. Sicuramente il migliore della seconda parte della serie TMI. Finalmente qui l’equilibro tra i vari PoV è di nuovo presente. I personaggi narranti continuano ad essere molti, ma la loro prospettiva è intrecciata in maniera migliore e più omogenea.
“Città del fuoco celeste” è un libro forte, che è stato capace di scuotermi fin nel profondo. Guerra, sangue, dolore, senso di perdita e sconforto. Abbandono ma anche incontro. Ho sofferto moltissimo per le sorti e il destino di molti personaggi, sia quelli principali che secondari. Mi sono emozionata con loro. Ho sofferto e combattuto con loro. È nel corso di questo capitolo che finalmente la caratterizzazione e l’evoluzione di ognuno di loro raggiunge l’apice.
Sono rimasta molto, molto colpita anche dalle new entry, in particolare i piccoli Blackthorn ed Emma Carstairs. Così piccoli eppure le loro vite sono già state completamente sconvolte e sulle loro esili si è posato un peso così schiacciante, che anche per un adulto sarebbe difficile sostenere. In pochissimo tempo il loro mondo è andato completamente in frantumi e la spensieratezza dell’infanzia è stata strappata loro per sempre. Perdita, sofferenza, dolore e anche una buona dose di ingiustizia si sono abbattuti su di loro con la forza devastante di uno tsunami. In pochissimo tempo sono arrivata ad affezionarmi ad Emma, Jules, ai gemelli, ai più piccoli e anche a Mark, il cui destino è forse ancora più terribile perché è stato separato da tutta la sua famiglia.  
Menzione speciale deve essere fatta però a Sebastian. Il cattivo della storia. Ho davvero sofferto anche per lui, o meglio, per la persona che doveva essere ma che non è mai potuta esistere per colpa degli errori e delle scelte sbagliate compiute dal padre. La Clare ha fatto un lavoro eccezionale nel delineare il suo personaggio. Un ragazzo oscuro, con un’anima nera come il carbone, che non conosce pietà né qualsiasi altro sentimento buono e umano. Un ragazzo in cui il sangue di demone ha portato via tutto, compresa la possibilità di essere ciò che avrebbe dovuto e un passato, un presente e un futuro adeguati. 
«Tutti noi siamo i frammenti di ciò che ricordiamo. Racchiudiamo in noi le speranze e le paure di coloro che ci amano. Finché ci sono l'amore e il ricordo, non ci sono vere perdite»

5 foglie!

domenica 3 luglio 2016

Recensione: "Shadowhunters Città degli angeli caduti" di Cassandra Clare

Buona domenica, ragazzi:D Eccomi di ritorno! Venerdì ho dato l'esame e l'ho passato! Dopo ero talmente stanca che negli ultimi giorni mi sono solo rilassata. Sono uscita e ho letto, ma ora che ho ricaricato le pile sono pronta anche per tornare sul blog ;) Oggi infatti ho subito scritto la recensione di "Shadowhunters. Città degli angeli caduti" di Cassandra Clare, mia ultima lettura, e nei prossimi giorni recupererò anche tutte le altre recensioni in arretrato. 
[Recensioni The Mortal Instruments 1 | 2 e 3 e The Infernal Devices 1 | 2 | 3 ]

The Mortal Instruments #4
Editore: Mondadori (collana Crysalide)
Prezzo rilegato: 17,00 €
Prezzo brossura: 13,00 €
Prezzo ebook: 6,99 €
Pagine: 477

Trama: La guerra è conclusa e Clary è tornata a New York, intenzionata a diventare una Cacciatrice di demoni a tutti gli effetti. E finalmente può dire al mondo che Jace è il suo ragazzo. Ma ogni cosa ha un prezzo. C'è qualcuno che si diverte a uccidere gli Shadowhunters, e ciò causa fra Nascosti e Cacciatori tensioni che potrebbero portare a una seconda, sanguinosa guerra. Simon, il migliore amico di Clary, non può aiutarla. Sua madre ha scoperto che è un vampiro e lui non ha più una casa. E come se non bastasse, esce con due ragazze bellissime e pericolose, nessuna delle quali sa dell'altra. Quando anche Jace si allontana senza darle spiegazioni, Clary si trova costretta a penetrare nel cuore di un mistero che teme di svelare fino in fondo: forse è stata lei a mettere in moto la terribile catena di eventi che potrebbe farle perdere tutto ciò che ama. Jace compreso. Amore. Sangue. Tradimento. Vendetta. La posta in gioco non è mai stata così alta per gli Shadowhunters...

Il mio pensiero: Come premessa dovete sapere che la prima volta che lessi questo libro nel 2011, appena uscito, ne rimasi davvero delusa. Dopo aver amato L’angelo (che è stato anche il libro grazie al quale ho scoperto il mondo degli Shadowhunters e subito dopo quello dei blog letterari alla ricerca di altri libri simili) e poi la prima parte della trilogia TMI, avevo aspettative altissime per questo nuovo capitolo, aspettative che alla fine non sono  state minimamente rispettate. A questo poi aggiungiamo il fatto che non immaginavo minimamente che fosse così tanto incentrato su Simon. Tutta quella marea di PoV differenti, poi, mi aveva dato davvero sui nervi, facendomi perdere più volte il filo della narrazione e confondendomi inutilmente. Grazie a questa rilettura, però, sono arrivata ad apprezzarlo molto di più e la cosa mi ha davvero sorpresa! Gran parte del merito credo vada attribuito alla sessione estiva. Dovendo studiare ho letto praticamente solo poche pagine per volta. Non un intero capitolo, bensì solo un singolo PoV alla volta. Il difetto principale di questo libro penso infatti che vada attribuito alla sua grande frammentarietà e dispersione, ma avendolo letto a questo ritmo, tale difetto è stato minore e non mi ha particolarmente infastidita.
La storia riparte circa due mesi dopo gli eventi che avevano concluso “Città di Vetro”, con la terribile battaglia di Idris e la nuova alleanza stretta tra Shadowhunters e Nascosti. Adesso i nostri protagonisti tentato di riprendere in mano le proprie vite, pensare al presente e lasciarsi alle spalle tutto il dolore e la distruzione incontrati negli ultimi mesi. Ma tornare alla normalità, dopo che la tua vita è stata completamente capovolta, è tutt’altro che facile, mentre basta davvero poco per sconvolgere il nuovo precario equilibrio creato. Potremmo quasi dire che “Città degli angeli caduti” sia il libro “del singolo” e un libro di passaggio. Un libro in cui ogni personaggio tenta di fare i conti con i propri demoni interiori completamente da solo. Insicurezze, paure, incubi, ricordi del passato, il timore di diventare ciò che più ci spaventa o di perdere per sempre la persona amata: sono fantasmi che non vengono mai pronunciati a voce alta per paura che solo facendolo essi si realizzino per davvero.
Questo tacere, chiudere gli occhi davanti all’evidenza, oppure omettere una verità o un semplice sospetto per evitare un profondo dispiacere a chi ti è caro, non ha fatto altro che creare piccoli spiragli, minuscole fratture, attraverso le quali il male e l’oscurità sono riuscite a filtrare. E una volta entrare il danno è fatto, e dire “se solo avessi…” non servirà a niente. L’unica cosa che resta da fare è guardare avanti e trovare un modo per risolvere il problema.
La prima parte del libro scorre molto lentamente, ma da metà in poi tutto si velocizza e la storia si fa sempre più coinvolgente. Ogni personaggio adesso ha i suoi problemi a cui badare e la Clare, narrando la storia con molti PoV, ci dà la possibilità di toccarli tutti con mano in prima persona. Stavolta non mi soffermerò a parlare di ogni personaggio, perché quanto ho detto sopra si applica praticamente a tutti loro. Vorrei però dire che ho apprezzato moltissimo uno dei nuovi personaggi introdotti, Jordan. L’ho trovato molto interessante e con un grandissimo potenziale. Sono sicura che nei prossimi libri farà molto parlare di sé.
Concludo con un pensiero che non mi ha mai abbandonata dall’inizio alla fine della lettura: in questo libro sono presenti diversi riferimenti alla serie prequel de Le origini e anche se sono state piccole cose qua e là, le ho trovate allo stesso tempo fantastiche (perché relative alla mia serie preferita in assoluto) e allo stesso tempo strazianti (perché la nostalgia e la tristezza che si sono abbattute su di me hanno raggiunto i massimi livelli).

4 fiorellini

sabato 12 marzo 2016

Recensione: "Shadowhunters. Città di cenere" e "Città di vetro" di Cassandra Clare

Buon pomeriggio, ragazzi! Volevo preparare questo post per ieri, ma non sono proprio riuscita a trovare il tempo. Ad ogni modo, come vi avevo già detto nelle settimane scorse, per prepararmi all'uscita imminente di "Shadowhunters. Signora della Mezzanotte", mi sono dedicata, "anima e corpo" potremo dire, alla lettura dell'intera serie principale TMI. I primi quattro libri li avevo già letti anni fa, mentre gli ultimi due sono ancora lì nella mia libreria ad attendermi. Qui potrete leggere il mio pensiero sul primo capitolo della serie, "Città di ossa", mentre nel post di oggi ho pensato di riunire le recensioni del secondo e del terzo, "Città di cenere" e "Città di vetro".
[Qui invece recensioni trilogia prequel de Le origini 1 | 2 | 3.]
P.s. Sono un caso disperato! Volevo scrivere due brevi recensioni, ma quando arrivo a parlare delle storie della Clare, le parole mi escono in maniera incontrollata. Spero riuscirete ad arrivare in fondo al post senza annoiarvi XD

SHADOWHUNTERS. CITTÀ DI CENERE
The Mortal Instruments #2
Editore: Mondadori
Trama e prezzi: QUI
Pagine: 467
  
Il mio pensiero: Ricordo che la prima volta che lessi “Città di Cenere” mi piacque, ma non moltissimo. Con la rilettura invece sono arrivata ad apprezzarlo molto di più. Questo secondo capitolo della serie, come ogni libro mediano delle trilogie della Clare, per me è maledetto. Questa donna ha l’incredibile capacità di alterare completamente tutte le situazioni e far sì che ai miei protagonisti preferiti succeda sempre quel qualcosa in grado di abbattere ogni loro più piccola speranza di felicità. "Città di cenere" è un libro complesso, carico di drammaticità e dolore. Niente va come deve andare e ogni situazione si complica all’inverosimile. È un libro che segna la fine e l’inizio di qualcosa. Tutto ciò che in esso avviene incrina in maniera irreparabile l’equilibrio precario che si era raggiunto con la fine di “Città di ossa” e in esso ogni singolo personaggio inizia finalmente un vero e proprio percorso di maturazione, spogliandosi lentamente della vita passata e della fanciullezza, facendo un passo avanti verso il proprio futuro ed un’età più adulta.
Dopo essersi impossessato della Coppa Mortale ed essere scomparso nel nulla, Valentine torna a far parlare di sé a causa di misteriosi omicidi che coinvolgono alcuni membri più giovani delle varie popolazioni del Mondo Invisibile. Licantropi, Vampiri e Popolo Fatato non fanno che darsi la colpa a vicenda per tali crimini, ma ben presto i nostri Cacciatori dell’Istituto di New York, Jace, Alec, Isabelle e Clary, grazie anche all’aiuto dello stregone Magnus Bane, si renderanno conto che sotto c’è qualcosa di più. Il piano di Valentine per ripulire la Terra dalla presenza dei Nascosti sembra essere ben più complesso di quello che pensavano e riuscire a prevedere le sue mosse e sconfiggerlo si rivelerà essere un’impresa molto dura. A complicare le cose sarà anche l’arrivo in città dell’Inquisitrice Imogen Herondale, una delle massime cariche nel mondo degli Shadowhunters, con il suo odio puro ed incontrollato nei confronti di Jace, a causa della recente scoperta sull’identità del padre del ragazzo, creerà numerosi problemi.
La prima parte del libro è carica di grande tensione e, anche se li ho compresi e accettati, non ho apprezzato molto i comportamenti tenuti da alcuni personaggi. Simon, ad esempio, con le sue insicurezze, impulsività e l’infatuazione per Clary, si lascia trascinare dagli eventi e finisce in situazioni più grandi di lui. Oppure Clary, la quale, ancora sconvolta dalla rivelazione giunta alla fine di Città di ossa sulla sua parentela con Jace, non riesce ad accettare la cosa e mettere chiarezza tra i suoi sentimenti, e per questo cerca una distrazione lanciandosi in una relazione con Simon. Capisco benissimo il suo comportamento, è anche logico da una parte, perché cerca di dimenticare ciò che prova per Jace in una rapporto che tutti ritengono più sano e appropriato, ma facendolo mente a se stessa e nel percorso finisce per ferisce altre persone. Il rapporto tra Jace e Clary infatti, è sempre più teso e struggente e inutile dire quanto abbia sofferto per loro. Poveri. Da circa metà libro in poi il ritmo narrativo è sempre più veloce e le rivelazioni che avvengono sono sempre più intriganti e sconvolgenti. Ho amato il fatto che la Clare abbia ampliato i PoV aggiungendo alcuni paragrafi molto significati narrati dalla visuale di altri personaggi, adattandoli molto bene alla loro personalità. Anche la parte fantasy si sviluppa e si arricchisce di molti particolari. Conosciamo sempre meglio il Mondo Invisibile e tutti i suoi vari abitanti, la loro realtà e le loro tradizioni.

4 cristalli e mezzo


SHADOWHUNTERS. CITTÀ DI VETRO

domenica 21 febbraio 2016

Recensione: "Shadowhunters. Città di ossa" di Cassandra Clare

Buona domenica, ragazzi :) Oggi sono rimasta a casa al calduccio e mi sono rimessa in pari con una serie tv che avevo abbandonato da tempo e di cui mi mancavano da vedere gli ultimi due episodi. Ho scritto un paio di recensioni e ho letto i primi capitoli, ricevuti da NetGalley, di un libro che uscirà dopodomani, "The Forbidden Wish" di Jessica Khoury. Si tratta di un retelling della storia di Aladdin e li ho amati alla follia! [QUI TRAMA] Adesso sono qui che mi mangio le mani nell'attesa di poter acquistare il libro, perché non vedo l'ora di vedere come continuerà questa fantastica storia.
Nel frattempo vi lascio alla recensione di "Shadowhunters. Città di Ossa" di Cassandra Clare, che ho riletto la scorsa settimana. [Qui recensioni della trilogia prequel composta da L'angelo, Il principe e La principessa]

The Mortal Instruments #1
Editore: Mondadori (collana Oscar bestsellers)
Prezzo brossura: 11,50 €
Prezzo ebook: 6,99 €
Pagine: 525

Trama: La sera in cui la quindicenne Clary e il suo migliore amico Simon decidono di andare al Pandemonium, il locale più trasgressivo di New York, sanno che passeranno una nottata particolare ma certo non fino a questo punto. I due assistono a un efferato assassinio a opera di un gruppo di ragazzi completamente tatuati e armati fino ai denti. Quella sera Clary, senza saperlo, ha visto per la prima volta gli Shadowhunters, guerrieri, invisibili ai più, che combattono per liberare la Terra dai demoni. In meno di ventiquattro ore da quell'incontro la sua vita cambia radicalmente. Sua madre scompare nel nulla, lei viene attaccata da un demone e il suo destino sembra fatalmente intrecciato a quello dei giovani guerrieri. Per Clary inizia un'affannosa ricerca, un'avventura dalle tinte dark che la costringerà a mettere in discussione la sua grande amicizia con Simon, ma che le farà conoscere l'amore.

Il mio pensiero: Anche se riletta a distanza di anni, questa storia esercita sempre un forte fascino su di me e ogni volta non smette di incantarmi. “Città di ossa” è il primo capitolo di una lunga e bellissima serie Urban Fantasy, molto articolata e ricca di sorprese, che ruota intorno alla lotta tra bene e male. Un gruppo di persone molto speciali, dotate di capacità fuori dal comune, chiamate Shadowhunters o cacciatori, proteggono gli uomini da ciò che non riescono a vedere e sconfiggere da soli: i Demoni.
Il libro è narrato dal PoV della protagonista, Clary, una ragazza qualsiasi di sedici anni, che vive a New York con la madre e che ha una grande passione per l’arte, in particolare per il disegno. Passa molto tempo in compagnia di Simon, il suo migliore amico, ed è proprio durante una delle loro uscite che il suo mondo cambierà per sempre. In una serata di fine estate, prima del ritorno sui banchi di scuola, si recano al Pandemonium club, un locale che potremmo dire frequentato da gente poco raccomandata, ed è qui che Clary farà un incontro inaspettato e diventerà l’unica testimone di un omicidio compiuto da qualcuno che solo lei sembra poter vedere. Starà forse impazzendo o sotto c’è qualcosa di più? Quando incontra nuovamente Jace, uno dei ragazzi che ha visto quella notte, però, si rende finalmente conto che tutto ciò era reale e da quel momento in poi le cose per lei non saranno mai più come prima. Tornata a casa, infatti, scopre che sua madre, il cui comportamento negli ultimi giorni era ancora più strano del solito, è scomparsa, ma non solo. La sua casa è stata messa interamente a soqquadro e la stessa Clary viene attaccata da un essere disgustoso e deforme..un vero e proprio demone e sarà Jace a rendersi conto che anche la ragazza è una Shadowhunter.
Questo che vi ho racconto è solo l’inizio della storia, nel corso del libro gli avvenimenti che si svolgono sono moltissimi, ricchi di azione, grande originalità e molte sorprese, capaci di ribaltare più di una volta l’intera situazione, sconvolgendo nel frattempo tutte le sicurezze che avevamo raggiunto fino a quel momento.
Ho apprezzato moltissimo l’ambientazione del racconto e la mitologia creata dalla Clare. Un intero mondo soprannaturale nascosto all’interno di quello normale, un mondo che solo chi sa cosa cercare riesce a vedere. Un mondo popolato da Nephilim (questi cacciatori di demoni discendenti in un certo modo dagli angeli stessi), esseri demoniaci, lupi mannari, vampiri, fate e stregoni. Un mondo in cui la magia e gli incantesimi fanno parte della vita quotidiana.
Per quanto riguarda i personaggi probabilmente sono arrivata ad apprezzarli di più ora, grazie alla rilettura e al bagaglio di conoscenze che ho sui loro antenati, rispetto alla prima volta che li ho incontrati. Clary è un personaggio particolare. Nel giro di pochissimo tempo vede crollare intorno a sé tutte le sue certezze. Perde sua madre e nella sua disperata ricerca per ritrovarla, poco a poco, si rende conto di non conoscere affatto la donna che le ha dato la vita. Tutta la sua esistenza è stata fondata su un castello di menzogne, costruite dalla sua stessa madre per proteggerla dal dolore della verità. Adesso però si ritrova catapultata di punto in bianco in un mondo totalmente nuovo, ma a cui si sente di appartenere totalmente e in cui ben presto riconosce come parte di sé. È solo una ragazzina e come tale spesso si comporta, ma è determinata e impiega tutte le sue energie per conseguire il suo obiettivo: ritrovare la propria madre. Simon, invece, continua a non piacermi granché. Lui è un umano e miglior amico di una ragazza che scopre di non esserlo e insieme a lei si ritrova catapultato in un mondo in cui per lui non c’è spazio. Per di più è innamorato da anni di Clary, ma lei è l’unica a non essersene mai accorta. Tutto questo incide profondamente in lui e si sente più volte tagliato fuori dalla vita della ragazza e si lascia prendere dalla gelosia, ma è un vero amico e, nonostante tutto ciò che succede, non la abbandona mai. Jace è una persona piuttosto schiva e difficile da inquadrare ad un primo sguardo. Sotto una grande aria di indifferenza e sfacciataggine nasconde però una grande fragilità, che affonda le origini nel suo passato e nella sua infanzia. Gli è stato insegnato che i sentimenti sono solo una debolezza: l’amore è distruzione ed essere amati significa solo essere distrutti, e per questo si avvicina alle persone sempre e solo in punta di piedi. Alec ed Isabelle, i fratelli Lightwood, hanno entrambi un carattere molto difficile, ma adesso sono arrivata a capirli un po’ meglio. Sono entrambi molto cocciuti e farebbero di tutto pur di proteggere coloro a cui vogliono bene.
Due parole sull’aspetto romantico del racconto e poi chiudo. La parte romance, che in realtà c’è e non c’è, mi è piaciuta molto, perché non c’è nessuno colpo di fulmine, niente bava immediata alla bocca o cose di questo tipo. No, tutto si evolve molto lentamente e in maniera davvero naturale, senza che gli stessi personaggi se ne rendano conto. È più una questione di complicità e comprensione dell’altro, piccoli gesti spontanei e attenzioni particolari. Molto dolce, anche se quel finale ogni volta mi spezza il cuore a metà.

4 cristalli e mezzo


POST SCRIPTUM PER CHI HA LETTO LA SERIE PREQUEL DE LE ORIGINI

martedì 20 ottobre 2015

Recensione: "Shadowhunters. Le Origini. La Principessa" di Cassandra Clare

Buona sera, gente! Scusate l'ora tarda, ma oggi è stata una giornata davvero estenuante e sono tornata praticamente per l'ora di cena. Ieri, un ragazzo ha picchiato contro l'auto di mio padre e ha fatto un bel danno. Oggi sono stata tutto il giorno in giro per carrozzerie, assicurazioni ecc.. perché gli ho dovuto fare da pilota e abbiamo atteso all'infinito che ci dessero un'auto sostituiva. A quanto pare però la burocrazia per queste cose è più lenta di una lumaca e quindi siamo ancora ridotti con una sola auto in tre (senza considerare che il mio motorino in questi giorni era già dal meccanico) perciò più a piedi di così non potrei essere o_O
Comunque, ieri ho saltato anche la rubrica "What's on my Bedside table?", ma non per mancanza di tempo o dimenticanza. Semplicemente perché sono ancora alle prese con "I Predatori Oscuri" perciò o posto qualcosa in settimana sulla mia prossima lettura, oppure andremo a lunedì.
Ma veniamo al noi e al punto centrale del post di stasera...Eh sì, avete letto bene! Sono finalmente riuscita a buttar giù la tanto tormentata recensione di "Shadowhunters. Le Orgini. La Principessa" della mitica Cassandra Clare!!! Vi lascio un po' di link sulle recensioni de L'Angelo e Il Principe, mentre qui potrete leggere alcune citazioni tratte proprio da "La Principessa".
Ps. Scusate, lo so che non sono riuscita a rendere affatto giustizia a questo incredibile libro con la mia recensione, ma ho avuto seri problemi a metabolizzarlo e già stendere queste frasi è stata davvero un'impresa titanica...

The Infernal Devices # 3
Editore: Mondadori (collana Crysalide)
Prezzo cartaceo rilegato: 17,00 €
Prezzo cartaceo brossura: 12,00 €
Prezzo ebook: 6,99 €
Pagine: 553

Trama: Una rete d'ombra si stringe sempre di più intorno agli Shadowhunters dell'Istituto di Londra. Mortmain progetta di usare un esercito di automi spietati per distruggere una volta per tutte i Cacciatori. Gli manca un solo elemento per completare l'opera: Tessa Gray. Intanto, Charlotte Branwell, capo dell'Istituto, cerca disperatamente di trovarlo per impedirgli di scatenare l'attacco. E quando Mortmain rapisce Tessa, Will e Jem, i ragazzi che ambiscono alla conquista del suo cuore, fanno di tutto per salvarla. Perché anche se Tessa e Jem sono fidanzati ufficialmente, Will è ancora innamorato di lei, ora più che mai. Tuttavia, mentre chi le vuole bene unisce le forze per strapparla alla perfidia di Mortmain, Tessa si rende conto che l'unica persona in grado di salvarla dal male è lei stessa. Ma come può una sola ragazza, per quanto capace di comandare il potere degli angeli, affrontare un intero esercito? Pericoli e tradimenti, segreti e magia, oltre ai fili sempre più ingarbugliati dell'amore e dell'abbandono si legano e si confondono mentre gli Shadowhunters vengono spinti sull'orlo del precipizio...

Il mio pensiero: Eh, sì. Non state avendo un abbaglio! Questa è davvero la recensione de “La Principessa”! Ho impiegato mesi per digerire questo incredibile libro (ok, non l’ho ancora del tutto digerito, e sicuramente mai lo farò, ma ehi, almeno adesso riesco ad aprire la pagina word senza avere una crisi di nervi immediata..). Finalmente sono riuscita a racimolare tutto il mio coraggio e a mettere per iscritto tutte le varie impressioni che ho provato durante la lettura, riunendole in qualcosa relativamente coerente.  
La prima cosa da dire è che con questo libro la Clare ha decisamente superato se stessa e tutte le sue opere precedenti. È riuscita a creare qualcosa di unico e meraviglioso in grado di incidere a fuoco una traccia profonda in ogni suo lettore. È un libro potente, che è stato capace, con ogni sua singola pagina, di scatenare in me una miriade di emozioni difficilmente sintetizzabili a parole. Chi non lo ha letto non può capire e sicuramente io, neanche con tutte le parole del mondo, riuscirei mai a rendergli la giustizia che merita.
“La Principessa” è il coronamento di un lungo percorso iniziato con “L’angelo”. Il punto finale del dipanarsi di una lunga storia, che in questo libro tocca l’apice in quanto a complessità, drammaticità e passione. La passione e voglia di vivere, di lottare per coloro che si ama, di difendere fino all’ultimo respiro la causa in cui si crede. È un libro ricco di pathos ed è impossibile non restare toccati dagli eventi che coinvolgono i vari protagonisti e da ciò che turba e sconvolge i loro animi.
«Dicono che quando salvi una vita, ne sei responsabile. Io mi sento responsabile per quel ragazzo. Se non troverà mai la felicità, sentirò di averlo tradito. Se non potrà avere la ragazza che vuole, sentirò di averlo tradito. Se non potrò fargli restare accanto il suo parabatai, sentirò di averlo tradito.»
Ne "Il Principe”, che ha costituito un vero e proprio punto di svolta in molti sensi, si erano già iniziati a raccogliere molti indizi fondamentali e a svelare alcuni misteri. L’azione è stata un punto centrale in esso e gli intrighi l’hanno fatta da padrone. Bene, tutto questo è anche ne “La Principessa”, ma moltiplicato all’ennesima potenza. Ogni singola verità adesso è svelata e i nostri eroi si trovano a doverne affrontare le conseguenze in una interminabile corsa contro il tempo. La minaccia rappresentata da Mortmain e dal suo esercito infernale è diventata concreta e la salvezza sembra solo un’araba fenice. Difficile da immaginare e ancora di più da afferrare. La vita di più persone è letteralmente appesa a un filo e alcuni personaggi si troveranno costretti a prendere scelte difficili al limite dell’impossibile, a lottare con ogni fibra del loro essere per inseguire una flebile speranza e, per raggiungere il loro obiettivo, dovranno aggrapparsi a quest’ultima con ogni briciolo di forza, che ancora alberga in loro.  
Piccola novità, che ho trovato bellissima perché resa alla perfezione, è la scelta di inserire più punti di vista in modo da creare tutta una serie di piccole, ma allo stesso tempo grandi, storie all’interno della principale. I cammini personali dei vari cacciatori si intrecciano ora l’uno all’altro, uniti da fili sottili, ma che con le pagine acquistano una loro indipendenza. Storie commoventi, dolci e struggenti che permetto a noi lettori di scoprire di più su tutti i vari personaggi secondari e che ci forniscono modi diversi di vedere e affrontare gli stessi eventi. Si determinano così tutta una serie di angolazioni differenti che vanno ad incrementare un’unica grande storia, sempre più ricca di dettagli. Strade e percorsi distinti, riuniti su un’unica grande via, quella della lotta al male rappresentato dalle temibili creature infernali e da colui che ne muove le fila.
Ciò in cui però eccelle qui la Clare è la caratterizzazione dei personaggi e il delinearsi dei rapporti che intercorrono tra loro. Per capire questo dobbiamo partire dal concetto che ogni singolo personaggio creato dalla Clare è “mobile”. Nessuno, neanche il più marginale tra quelli secondari, resta cristallizzato nella caratterizzazione a lui data nelle prime righe in cui lo avevamo incontrato. Ogni libro aggiunge al loro carattere, e al loro modo di rapportarsi con il mondo, un tassello in più. Libro dopo libro, chi più, chi meno, intraprende un proprio percorso di crescita. Evoluzione che in questo capitolo finale raggiunge i massimi livelli. Questo è vero per tutti, ma i personaggi che incarnano maggiormente questa descrizione non possono che essere loro: Tessa, Jem e Will (lui in particolare!). Personaggi che eccellono e brillano più di ogni altro sulla scena. Per descriverli ho in mente mille parole e nessuna. Ciò che provano, ciò affrontano e ciò esprimono a gesti e parole questi ragazzi è incredibile. Ciò che sono l’uno per l’altro è da lasciar senza fiato. Tre entità diverse e allo stesso tempo un tutt’uno. Quando penso a loro, ciò che mi balena nella mente è questo:  il vero emblema dell’amore. Un amore così puro che racchiude dentro di sé tutte le sue varie forme, in particolare quello dell’amicizia. Pietra fondante e ciò intorno a cui ruota l’intera opera.
«Si rimise in piedi e abbassò lo sguardo sul coltello. Il coltello era di Jem, il sangue era suo. Quel pezzo di terra, se mai lo avesse ritrovato, se mai fosse vissuto tanto da provarci, sarebbe stato loro. » 
5 meritatissime "foglie"!

COMMENTO E CONSIDERAZIONI (SPOILER!!!) SULL’EPILOGO:

mercoledì 12 agosto 2015

Wonderful Quotes # 22 (Shadowhunters. Le Origini. La Principessa)

È una rubrica ideata da me, a cadenza settimanale, in cui vi propongo alcune citazioni che più mi sono piaciute di un libro che ho particolarmente amato.

Buongiorno, carissimi! Scusate se sono stata un po' assente dal blog in questi giorni, ma finalmente mi sono dedicata alla lettura di "Shadowhunters. Le Origini. La Principessa" e ne sono stata completamente assorbita. è un libro dolorosissimo e bellissimo allo stesso tempo! La Clare ha superato perfino se stessa in questo romanzo. Un vero capolavoro. Non c'è che dire! Lo sto leggendo lentamente e ne sto assaporando a pieno la lettura e anche se non l'ho ancora finito, volevo condividere con voi alcune delle bellissime citazioni che contiene (spoiler free ovviamente). Ho sottolineato praticamente metà libro da tanto che sono belle le frasi che contiene, e scegliere solo alcuni citazioni da mostrarvi è stato davvero difficile. (recensioni de L'Angelo e del Principe)


Scheda libro QUI
«Dicono che quando salvi una vita, ne sei responsabile. Io mi sento responsabile per quel ragazzo. Se non troverà mai la felicità, sentirò di averlo tradito. Se non potrà avere la ragazza che vuole, sentirò di averlo tradito. Se non potrò fargli restare accanto il suo parabatai, sentirò di averlo tradito.»
«Oh, cos’è più chiaro della luce? Cos’è più scuro della notte? Cos’è più tagliente di un’ascia? Cos’è più soffice della cera sciolta? La verità è più chiara della luce, la falsità è più scura della notte, la vendetta è più tagliente di un’ascia, e l’amore è più soffice della cera sciolta.»
Jem si toccò la runa parabatai sulla spalla, attraverso la stoffa sottile della camicia da notte. «Non sono solo. Ovunque siamo, è come se fossimo un tutt’uno. »
«Si rimise in piedi e abbassò lo sguardo sul coltello. Il coltello era di Jem, il sangue era suo. Quel pezzo di terra, se mai lo avesse ritrovato, se mai fosse vissuto tanto da provarci, sarebbe stato loro. »
«Ci sono tante cose peggiori della morte. Non essere amato o non essere capaci di amare: questo è peggio.» 

mercoledì 5 agosto 2015

Recensione: "Shadowhunters. Le origini. Il Principe" di Cassandra Clare

Buon pomeriggio, followers! Oggi inauguro il nuovo sistema di rating con la recensione di un libro che ho amato, e che mi ha fatta soffrire un sacco. Come promesso ecco qua a voi il mio pensiero su "Shadowhunters. Le origini. Il Principe", secondo capitolo della serie prequel "The Infernal Devices" di Cassandra Clare (qui recensione del primo). Vi confesso che mi sono lasciata un po' prendere la mano, e la recensione sarà più lunghina del solito. Inoltre, dopo la valutazione, c'è una piccola aggiunta sul mio pensiero relativo al "triangolo" qui presente.
ps. La recensione presenta solo alcuni piccoli SPOILER se non si è letto "L'angelo", mentre l'aggiunta alla fine del post è assolutamente SPOILER, perciò leggetela solo se avete letto prima "Il Principe".  

The Infernal Devices # 2
Editore: Mondadori (collana Crysalide)
Prezzo cartaceo rilegato: 17,00 €
Prezzo cartaceo brossura: 12,00 €
Prezzo ebook: 6,99 €
Pagine: 495

Trama: In una Londra vittoriana fosca e inquietante, e nel suo magico mondo nascosto, Tessa Gray crede di avere finalmente trovato tranquillità e sicurezza con gli Shadowhunters, i cacciatori di demoni, che proteggono lei e il suo terribile potere dalle mire del perfido Mortmain. Ma con lui e il suo esercito di automi ancora in azione, il Consiglio vuole spodestare Charlotte Fairchild, per affidare il comando a Benedict Lightwood, uomo senza scrupoli e affamato di potere. Nella speranza di salvare Charlotte, Will, Jem e Tessa decidono di svelare i segreti del passato di Mortmain e scoprono sconvolgenti legami fra gli Shadowhunters e la chiave del mistero dell'identità di Tessa. La ragazza, intrappolata nei sentimenti che prova per Will e Jem, si trova a dover compiere una scelta cruciale quando scopre in che modo gli Shadowhunters abbiano contribuito a fare di lei "un mostro". Sconvolta, Tessa è tentata di schierarsi con il fratello Nate dalla parte di Mortmain. Ma a chi è davvero fedele? E chi ama, nel profondo del suo cuore? Soltanto lei può scegliere se salvare gli Shadowhunters di Londra oppure distruggerli per sempre.

Il mio pensiero: Ogni qualvolta che rileggo questo libro, rimango sconvolta e atterrita come successe con la prima lettura. “Shadowhunters. Il Principe” è bello, avvincente, intrigante ma anche terribilmente straziante. In più di una occasione il mio cuore è andato in mille pezzi, ma è poi guarito grazie a particolari capitoli che hanno influito su di lui come un balsamo miracoloso, il tutto per poi sbriciolarsi nuovamente in minuscoli frammenti impossibili da contare. Cuore schiacciato senza pietà dalla Clare e da uno dei suoi “tipici” finali. Ricomporre le schegge che mi sono rimaste tra le mani e mettere ordine tra i miei pensieri per scrivere frasi di senso compiuto, che esprimano il mio stato d’animo attuale, sarà un’impresa davvero ardua. Ma ci proverò per voi.
Come per il libro precedente, l’azione è uno degli elementi principali della storia, ma adesso molte delle domande che ci eravamo posti alla fine de “L’Angelo” iniziano a ricevere una risposta. La Clare ha un vero e proprio dono nel creare trame impeccabili estremamente complesse, che riescano a dipanarsi lentamente e sempre più fittamente nell’arco dei vari libri che compongono la trilogia. Nel primo della serie getta le basi e semina indizi qua e là, a volte in apparenza anche senza senso, ma quando arriviamo a leggere il secondo capitolo, le lampadine iniziano ad accendersi e gli ingranaggi a ruotare sempre più veloci. Il secondo libro di ogni sua serie, poi, per me è maledetto. Maledetto nel senso che succede sempre quel qualcosa capace di ribaltare completamente le carte in tavola, sconvolgere in maniera drastica e devastante la vita di alcuni personaggi e rendere loro impossibile un futuro che desideravano ardentemente. Personaggi che puntualmente si rivelano essere i miei preferiti e per questo la mia sofferenza è ancor più amplificata.
 «Credi di essere l’unica persona che abbia perso qualcuno?» «Non farlo sembrare un normale dolore. Non lo è. Dicono che il tempo  guarisca tutte le ferite, ma ciò presuppone che la causa del dolore sia circoscritta. Finita. Io ho una nuova ferita ogni giorno.»
Ad ogni modo, in questo libro il cattivo per eccellenza, l’astuto ed enigmatico Magister, non compare mai fisicamente. Questo non lo esclude però dalla scena! La sua è una presenza costante, invadente e fastidiosa, che aleggia in ogni capitolo. È un uomo subdolo e molto furbo, ha legami ovunque e riesce ad essere sempre un passo avanti ai nostri cacciatori. Scaltro e avvolto dal mistero, tesse le trame di un progetto più grande di quello che poteva sembrare all’inizio e i Nephilim, con l’aiuto di Tessa, impiegheranno tutte le loro energie per scoprire la verità e risalire al bandolo della matassa.
La quantità di avvenimenti che avvengono è elevatissima. Si raccolgono molte informazioni sul passato e si iniziano a svelare e comprendere alcuni segreti. Conosciamo più in profondità tutti i vari personaggi e i rapporti tra molti di essi cambiano, si intensificano o si sciolgono. È un libro molto ricco di sentimenti ed emozioni. Una vasta gamma che spazia dall’amore all’amicizia, dall’odio e disprezzo alla lealtà ed onore, dalla fiducia al tradimento e molto altro ancora.
Tutti i personaggi, dai principali ai secondari come Sophie, la cameriera (che adoro), si arricchiscono di maggiori sfumature e i vari PoV che la Clare qui utilizza, sono serviti a farci comprendere ancora di più le motivazioni che stanno dietro alle loro azioni e i loro pensieri più intimi. Di Charlotte, che ne “L’Angelo” ci era apparsa caparbia, forte e completamente dedita alla guida dell’Istituto, adesso conosciamo anche altri aspetti della sua personalità. Le sue debolezze, insicurezze e la sua sensibilità. Tessa, ormai integrata nella vita dell’Istituto e parte della loro famiglia, farà qualche passo in avanti nello scoprire la verità sul suo passato e su chi sia in realtà. Continua a dimostrasi forte, intelligente e leale, e altri aspetti del suo carattere verranno messi ancora più in evidenza. Altruista e protettiva, in più di una occasione porrà la felicità degli altri avanti alla propria, cosa, questa, che le causerà non pochi problemi e dolori.
Se nel libro precedente Jem altro non era che uno dei vari personaggi, qui acquista maggiore spazio e assume un ruolo sempre più centrale. Ragazzo pacato, ottimo ascoltatore e dotato di un animo estremamente gentile, si rivelerà un amico prezioso per Tessa e una figura costante su cui poter sempre contare. E per finire vi è Will, nella cui caratterizzazione la Clare ha davvero superato se stessa e rasentato la perfezione. È un personaggio incredibile, il migliore dell’intera serie. Complesso e ricco di infinite sfaccettature, questo libro rappresenta per lui un punto di svolta. Intenso, vibrante di vita ed energia, da cinque anni ha costruito intorno a sé un muro. Una barriera per tenere lontane le persone, unica eccezione: Jem. Sotto la sua superficie però esistono e turbinano una quantità infinita di emozioni, tutte talmente potenti da rendere difficile credere che un ragazzo di diciassette anni possa contenerle tutte. Poco a poco, però, questo muro inizierà a cedere e a sgretolarsi, e una volta sparita la barriera, quello che resterà sarà una persona nuova, libera ma senza più protezioni davanti alla sofferenza dell’anima.
«Mi sento dissolvere, svanire nel nulla, perché se al mondo non c’è nessuno che ti vuole bene, esisti davvero?»

4 girasoli e mezzo


CONSIDERAZIONI PERSONALI SPOILER SUL LIBRO:
Due parole sul triangolo. Volevo sorvolare, ma non riesco proprio a trattenermi. 

sabato 18 luglio 2015

Recensione: "Shadowhunters. Le origini. L’angelo" di Cassandra Clare

Buon pomeriggio, carissimi! Lo so, scusate, questa settimana sono un po' sparita, ma ho iniziato a studiare seriamente e non ho avuto molto tempo e purtroppo sì, anche voglia, per mettermi al pc.
Come vi avevo detto nella puntata di What's on my Bedside Table? di lunedì, questa settimana ho letto La diciottesima luna e riletto il primo capitolo della trilogia prequel The Infernal Devices di Cassandra Clare, intitolato "Shadowhunters. Le origini. L'angelo". Come vi ho già detto in diverse occasioni, sono particolarmente affezionata a questo libro, sopratutto perché è proprio grazie a lui che ho iniziato a leggere veramente. Grazie a lui ho cominciato a leggere con più costanza e non a limitarmi ai soli classici e romanzi contemporanei. Mi sono avvicinarmi sempre più al genere fantasy in tutte le sue sfumature e, nella mia caccia a sempre nuovi titoli, ho scoperto il mondo dei blog letterari. Tutta questa premessa per dirvi che la recensione di oggi sarà un po' particolare. Non è qualcosa che ho scritto ora ma bensì due anni fa. Si tratta di una delle mie primissime recensioni, una di quelle che ho pubblicato sul blog di Alessia nella mia rubrica Valy weekly review (qui), ma tenendo così tanto a questo libro mi piaceva vederla pubblicata anche qui sul mio blog. Fa un certo effetto rileggere le mie parole su un libro a distanza di così tanto tempo, però le sensazioni che questa lettura mi ha suscitato a suo tempo (una rilettura anche in quel caso) non sono affetto diverse da quelle che ho provato adesso nel rileggerlo di nuovo. I libri della Clare sono così, magici, non c'è che dire. 
ps. se vi va di dare un'occhiata vi lascio qui anche il link al mio resoconto sul giorno che ho incontrato di persona la Clare, a Firenze, e ho potuto ricevere un suo autografo sulla mia copia de L'angelo. Che dite, secondo voi dovrei ripubblicare qui sul blog anche quel post? Vi farebbe piacere?

The Infernal Devices # 1
Editore: Mondadori (collana Crysalide)
Prezzo cartaceo rilegato: 17,00 €
Prezzo cartaceo brossura: 12,00 €
Prezzo ebook: 6,99 €
Pagine: 474

Trama: Tessa Gray, orfana sedicenne, lascia New York dopo la morte della zia con cui viveva e raggiunge il fratello ventenne Nate, a Londra. Unico ricordo della vita precedente, una catenina con un piccolo angelo dotato di meccanismo a molla, appartenuto alla madre. Quando il fratello maggiore scompare all'improvviso, le ricerche portano la ragazza nel pericoloso mondo sovrannaturale della Londra vittoriana. Sarà rapita, ingannata, sfruttata per la sua straordinaria capacità di trasformarsi e assumere l'aspetto di altre persone. La salveranno due Shadowhunters, Will e Jem, destinati a combattere i demoni, nonché a mantenere l'equilibrio tra i Nascosti e fra questi e gli umani. Tessa sarà costretta a fidarsi. Si unirà a loro nella lotta contro i demoni per poter imparare a controllare i propri poteri e riuscire finalmente a trovare Nate. Ma tutto ciò la porterà al cuore di un arcano complotto che minaccia di distruggere gli Shadowhunters, e le farà scoprire che l'amore può essere la magia più pericolosa di tutte.

Il mio pensiero:  Per prima cosa vorrei precisare che riferirsi agli Shadowhunters, o  Nephilim, con il termine “angeli” non è esattamente la stessa cosa, ma non voglio neanche scendere troppo in particolari nello spiegarvi la complessa mitologia creata dalla Clare, quindi mi limiterò semplicemente a riportare una breve citazione nella quale sarà direttamente uno dei personaggi, Will, a darvi qualche indizio al riguardo.
«È così che è cominciato tutto. Un incantesimo evocativo qui, un po’ di sangue angelico lì, ed ecco la ricetta per creare dei guerrieri umani indistruttibili. Non riuscirete a capire noi Nephilim semplicemente leggendo un libro, badate, ma è pur sempre un inizio
Su questo punto non aggiungo altro perché non voglio anticipare niente a chi di voi non ha ancora avuto modo di immergersi in questo mondo abitato da cacciatori, creature sovrannaturali e umani ignari di ciò che realmente li circonda.
Una delle peculiarità di questo libro è la scelta dell’ambientazione: la Londra vittoriana. L’autrice ha saputo descrive con grande maestria ogni minimo particolare della città, colori e odori compresi,  e della vita dell’uomo londinese di fine Ottocento. Ho amato moltissimo le sue descrizioni degli abiti del tempo, così ricche di dettagli che anche adesso, se chiudo gli occhi, riesco ad immaginare perfettamente i vari personaggi nelle loro vesti svolazzanti. Lo stile e il linguaggio utilizzato inoltre sono così attinenti al contesto storico che si ha come l’impressione di leggere parole uscite direttamente dalla penna di uno scrittore dell’epoca. Questa caratteristica, che rende ancora più credibile l’ambientazione dell’opera,  non deve assolutamente spaventarvi poiché la lettura è comunque molto scorrevole. A renderla tale ci pensa il ritmo del racconto, mai lento ma neanche troppo affrettato.
Ad avermi tenuta incollata alle pagine però è stata soprattutto l’originalità della storia e i suoi innumerevoli colpi di scena, che rendono estremamente difficile, quasi imprevedibile, intuire la piega che prenderanno gli eventi narrati. Inoltre la Clare riesce a suscitare nel lettore tantissima curiosità grazie alla sua capacità di seminare piccoli indizi qua e là come se fossero briciole, al fine di indirizzare sulla giusta strada o depistare completamente chiunque cerchi di venire a capo del mistero prima del dovuto. Quindi, fate attenzione ai particolari! Anche ai più insignificanti, perché se nell’immediato non vi saranno di alcuna utilità, in futuro, nei libri successivi, si riveleranno essere dei tasselli fondamentali per la comprensione dell’intera trilogia. 

Ma veniamo ai personaggi. Essendo il primo libro di una serie, non ci è ancora possibile avere una visione chiara, a 360 gradi, di ognuno di loro, ma abbiamo comunque un’ottima base da cui partire. La protagonista, Tessa, dopo la morte della zia si trova costretta a lasciare la sua adorata New York per raggiungere il fratello a Londra. L’arrivo nel vecchio continente segnerà una svolta decisiva nella vita della ragazza che si ritroverà a fare i conti con una realtà a lei totalmente sconosciuta. È una persona molto curiosa, determinata e capace di affrontare anche le situazioni più difficili con grande coraggio. Altro personaggio che ho adorato è Will, ragazzo con un carattere molto difficile da inquadrare ma che è riuscito comunque ad entrare nel mio cuore con grande facilità. Tormentato dal passato, dai ricordi. Nasconde continuamente se stesso e i suoi sentimenti  dietro una maschera fatta di sarcasmo e (apparente) superficialità. Proprio come dice Jem, mente con una certa coerenza, inventa sempre storie che lo fanno apparire peggiore di quello che è. Non si ha nessuna spiegazione concreta che giustifichi questo comportamento, l’unica cosa che si può fare è elaborare congetture e aspettare “pazientemente” di poter mettere le mani sui seguiti. :)

5 margherite!

ps. vi tengo d'occhio! Acqua in bocca su come va a finire la serie! Ovviamente ho letto Il Principe appena uscito, anni fa, ma vi prego vivamente di non fare spoiler su quello che succede ne La Principessa perché in questi anni sono stata bravissima a evitarli tutti come la peste e non vorrei scoprire proprio ora qualcosa che non vorrei. Questa estate sono fermamente intenzionata a portarla a termine, perciò appena l'avrò letta potremo sclerare insieme al riguardo ;D